Tutto il Tribunale di Siena si è fermato, per almeno mezz’ora oggi, per celebrare la giornata internazionale degli Avvocati in pericolo che ricorre il 24 gennaio di ogni anno. Al terzo piano del palazzo di giustizia, un sentito momento di riflessione, grazie all’iniziativa promossa da ordine degli avvocati di Siena, comitato pari opportunità dell’ordine e camera penale Siena e Montepulciano, per riflettere sulla condizione del lavoro dei legali in Iran, paese in cui è drasticamente ostacolato il libero esercizio della professione, soprattutto quando si tratta della difesa e della protezione dei diritti umani e delle donne. Una giornata nel nome di Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana che rappresenta il volto di tutte le donne che si battono per la tutela dei diritti umani di donne e ragazze.
La giornata nasce per ricordare il massacro di Atocha, a Madrid, del 24 gennaio 1977, in cui furono uccisi 5 avvocati esperti di diritto del lavoro, “colpevoli” di aver aiutato le lavoratrici e i lavoratori più poveri e vulnerabili a far valere i propri diritti. Quest’anno l’avvocatura ha deciso di porre l’attenzione come detto sull’Iran: per questo è stato trasmesso in aula un toccante video realizzato dai vari comitati pari opportunità, che oltre a esporre i numeri della problematica, ha ricordato i tanti avvocati vittime di minacce, ingiuste detenzioni e soprusi. Tanti gli avvocati presenti, insieme ai giudici che hanno interrotto per alcune minuti le udienze per partecipare, oltre al presidente del Tribunale senese, Fabio Frangini.