Siena, i numeri 2025 della Fondazione anti usura

Il presidente Pulitini: "Cresciute le richieste di aiuto: la struttura di Siena rafforza il suo ruolo di riferimento toscano"

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 2 Gennaio 2026 alle 16:00

Siena, i numeri 2025 della Fondazione anti usura

Intercettare chi scivola nel sovraindebitamento, sostenere famiglie e imprese in difficoltà, prevenire l’usura e promuovere la cultura della legalità: è questa la missione della Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura, con sede a Siena e presieduta dal professor Francesco Pulitini. In attesa dei dati definitivi dell’anno, Pulitini anticipa i numeri fino a novembre 2025 e traccia un bilancio che, tra grandi risultati e nuove sfide, racconta il lavoro di una delle realtà italiane più attive contro l’emergenza sociale: “Per quanto riguarda il 2025 – afferma il presidente Pulitini – posso confermare che fino a novembre le pratiche caricate, cioè quelle presentate dai vari centri d’ascolto e trasmesse dai nostri sportelli di Siena, c’è un aumento reale del 5-6% rispetto al 2024. Nelle pratiche che vengono effettivamente inviate da noi alle banche si registra invece una leggera diminuzione. Questo calo è dovuto principalmente al fatto che sono aumentate le pratiche che non potevano essere inoltrate perché non rispettavano i requisiti previsti dalla legge”.

Parlando di finanziamenti effettivamente erogati, “sono le banche a decidere quali pratiche accettare e quali no – evidenzia ancora Pulitini -. Anche in questo caso, sempre confrontando novembre 2024 con novembre 2025, notiamo un dato meno positivo: c’è stata infatti una diminuzione significativa nell’erogato, pari a circa il 4% in meno nell’anno, e tra l’8 e il 9% in meno come percentuale complessiva. Va però evidenziato che, a fine novembre di quest’anno, risultavano ancora presso le banche, 41 pratiche non ancora esaminate, per un importo complessivo di 3 milioni e 692 mila euro”.

Numeri che raccontano una storia di impegno e presenza capillare. Nel 2024, la Fondazione ha gestito 516 colloqui, fornito 283 consulenze, inoltrato 79 richieste di finanziamento per oltre 5,6 milioni di euro, con 49 pratiche effettivamente erogate dalle banche (3,3 milioni di euro). Uno sforzo imponente, che dal 2004 – anno della nascita – ad oggi ha visto la Fondazione gestire 28.730 colloqui, istruire 4.497 pratiche e garantire l’erogazione di oltre 127 milioni di euro in finanziamenti, di cui la maggior parte sotto forma di mutui per salvare la prima casa.

L’attività della Fondazione: ascolto, consulenza e mediazione

Ma cosa fa esattamente la Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura? “Si occupa di intervenire per prevenire l’usura. Il nostro obiettivo – sottolinea il presidente – è evitare che chi si trova in situazioni di sovraindebitamento o di disagio economico, di qualunque natura, ricorra a sistemi usurari per cercare di risolvere i propri problemi. Va chiarito che la Fondazione ha sede qui a Siena perché è nata proprio in questo contesto, grazie a un’iniziativa promossa dalla Misericordia di Siena, che già da qualche anno svolgeva attività in questo ambito. Successivamente, la Misericordia ha dato vita alla Fondazione, della quale è stata fondatrice e socio unico al 100%. C’è comunque una totale indipendenza, sia dal punto di vista statutario che organizzativo, tra la Misericordia e la Fondazione, anche se la loro origine comune indica l’area di riferimento in cui la Fondazione stessa opera”. L’attività principale della Fondazione consiste nel fare da intermediaria tra chi si trova in situazioni di difficoltà economica e gli enti che possono erogare aiuti, ovvero le banche: “La Fondazione – specifica Pulitini – raccoglie tutte le richieste che provengono dalla Toscana, grazie ai nostri 44 centri di ascolto presenti presso altrettante Misericordie. Questi centri accolgono le domande e le inoltrano a noi a Siena, dove vengono esaminate per verificare che rispondano ai criteri previsti dalla legge per poter accedere ai nostri aiuti. Le pratiche che superano questa valutazione vengono poi inviate alle banche con cui abbiamo stipulato convenzioni. Sono numerosi gli Istituti di credito con cui collaboriamo e solo a loro spetta la decisione finale su quali pratiche accettare e finanziare. Per quanto riguarda il volume di attività possiamo certamente parlare di una notevole rilevanza del nostro intervento”.

Un punto di riferimento nazionale nella lotta all’usura
Siena e Firenze guidano le province con maggiori domande: “L’attività della Fondazione Toscana, tra tutte le 34 fondazioni antiusura presenti a livello nazionale, risulta da anni, e non solo nell’ultimo anno, la più rilevante in termini di operatività. Nessun’altra fondazione, se non forse una che si avvicina al nostro livello, raggiunge i volumi di attività della Fondazione Toscana. Recentemente, mi è capitato di recarmi al Ministero — anche perché, come tutte le fondazioni anti usura, riceviamo annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze un fondo, che rappresenta la nostra principale dotazione — e in quell’occasione, così come durante un convegno sul prestito di soccorso, ho potuto constatare di persona come la Fondazione Toscana sia considerata un vero e proprio punto di riferimento per tutte le altre fondazioni anti usura presenti in Italia”.

Alla Fondazione possono rivolgersi tutte le persone che si trovano in condizioni di sovraindebitamento: “Questo non significa necessariamente che debbano essere persone in stato di disagio economico estremo – prosegue ancora il professor Pulitini – ma, come spesso accade, si tratta di persone che non riescono più a far fronte a una serie di situazioni debitorie che si sono accumulate nel tempo, per vari motivi e comportamenti. Basti pensare, ad esempio, a chi si trova in difficoltà a causa del gioco d’azzardo: persone che, a forza di adottare comportamenti sbagliati, finiscono in una situazione dalla quale non riescono più a uscire. Il nostro intervento, in questi casi, consiste innanzitutto in una consulenza per aiutare la persona a trovare una soluzione, ad esempio tramite il consolidamento del debito, e a ristabilire un equilibrio finanziario, indipendentemente poi dalla possibilità di accedere a un prestito, come spiegavo prima”. “Vorrei anche sottolineare che – prosegue – sebbene la nostra denominazione sia Fondazione per la prevenzione dell’usura, l’attività non si limita a evitare che le persone cadano vittime dell’usura, pur essendo questo un obiettivo fondamentale. In realtà, il nostro compito è più ampio: aiutiamo chiunque si trovi in situazioni di difficoltà economica, anche in molti altri casi, offrendo assistenza e supporto concreto. Spesso, chi si trova in queste condizioni nemmeno pensa di rivolgersi a un usuraio, ma ha comunque bisogno di essere sostenuto e indirizzato verso una soluzione”.

Verso il 2026: nuovi strumenti e focus sui prestiti di soccorso

Chiuso il 2025, da oggi si pensa ai progetti e le prospettive per il 2026. Il presidente Francesco Pulitini ha le idee chiare: “Recentemente, negli ultimi mesi dell’anno, insieme agli altri volontari della Fondazione, ho avuto l’occasione di visitare diversi centri di ascolto presenti in tutta la Toscana. Questa esperienza ci ha permesso di comprendere ancora meglio la grande rilevanza della Fondazione e il ruolo fondamentale svolto dai centri di ascolto sul territorio. Abbiamo anche capito che esistono ulteriori forme di intervento che potremmo mettere in atto, interventi che finora non sono stati particolarmente praticati, ma che abbiamo intenzione di incrementare sensibilmente. Non molto tempo fa, inoltre, una circolare del Ministero ha inserito tra le attività possibili per le fondazioni anche quella di concedere prestiti per spese future, che rappresenta qualcosa di diverso rispetto a quanto abbiamo fatto finora. Questo nuovo strumento è stato introdotto proprio per rispondere a un’esigenza ormai sempre più evidente: molte persone, per vari motivi, faticano ad arrivare a fine mese e le loro possibilità economiche si sono ridotte. Esiste quindi una necessità concreta di sostenere chi affronta spese improvvise o emergenze che potrebbero aggravare la propria situazione finanziaria”. Su questo fronte la Fondazione toscana è determinata a sviluppare ulteriormente la sua attività, “potenziando – ammette Pulitini – lo strumento dei cosiddetti ‘prestiti di soccorso’, pensati proprio per aiutare chi si trova a dover affrontare esigenze impreviste o spese inaspettate. L’obiettivo è non solo risolvere queste situazioni di emergenza, ma anche prevenire che possano degenerare in problemi più gravi.

Salvaguardia, ascolto, concretezza: la Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura si conferma un presidio insostituibile contro la marginalità economica. E il 2026 si preannuncia come un anno di nuove sfide e opportunità, in cui – tra numeri e storie – la vera forza continuerà a essere quella delle persone che ogni giorno si mettono a disposizione di chi chiede una mano prima che sia troppo tardi.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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