Siena, in fila per visitare il Santa Maria della Scala il giorno di Pasqua

La coincidenza con la prima domenica del mese e con l’iniziativa “Domenica al museo”, che ha previsto l’accesso gratuito, ha certamente favorito l’afflusso.

Di Redazione | 6 Aprile 2026 alle 12:34

Siena, in fila per visitare il Santa Maria della Scala il giorno di Pasqua

C’è un modo semplice per misurare il successo di un museo: guardare chi entra.

A Pasqua, al Santa Maria della Scala, sono entrati in molti.

Turisti arrivati a Siena per il fine settimana, famiglie, visitatori di passaggio, ma anche senesi che hanno scelto di rimettere piede in un luogo che non finisce facilmente di raccontarsi. La coincidenza con la prima domenica del mese e con l’iniziativa “Domenica al museo”, che ha previsto l’accesso gratuito, ha certamente favorito l’afflusso. Ma il dato, da solo, non basta a spiegare il movimento registrato tra la vigilia, il giorno di Pasqua e anche Pasquetta.


Il Santa Maria continua infatti a funzionare come un museo a più strati.

C’è il percorso che porta al Vecchietta, e in particolare all’arliquiera, il grande armadio reliquiario dipinto nel Quattrocento, dove il racconto della Passione di Cristo si distende all’interno delle ante mentre all’esterno compaiono santi e beati legati alla storia religiosa e civile di Siena. È uno di quei lavori che riescono ancora a fermare lo sguardo, non solo per il valore artistico, ma per la densità di significati che custodiscono.


C’è poi la collezione Piccolomini Spannocchi, che nel Santa Maria ritrova unità e respiro, mettendo insieme una lunga vicenda collezionistica attraversata da passaggi familiari, dispersioni e recuperi. Il pubblico vi incontra nomi diversi, sensibilità diverse, scuole diverse: un percorso che apre scorci ampi sulla pittura italiana ed europea e che nel weekend festivo ha richiamato numerose soste.
Nei livelli più bassi del complesso, il Museo Archeologico ha offerto un altro tempo ancora: quello delle origini, delle tracce etrusche, romane e medievali, in un dialogo continuo con la materia stessa dell’edificio. E accanto ai percorsi storici, ha raccolto attenzione anche la mostra di Teodora Axente, l’artista scelta per il Palio dell’Assunta 2026. Le sue opere, inserite negli spazi della ex stalla, hanno attirato curiosità e visite, soprattutto da parte di chi ha voluto conoscere da vicino il linguaggio di un’autrice destinata a confrontarsi con uno dei simboli più forti della città.


Il risultato è stato un fine settimana di presenze diffuse, in un museo che continua a tenere insieme memoria, ricerca e attualità.



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