Oggi Siena compie un passo storico nella tutela del proprio patrimonio culturale. Sono stati infatti inaugurati gli Scudi Blu, il simbolo internazionale previsto dalla Convenzione dell’Aja del 1954, che identifica i beni da proteggere in caso di conflitto armato.
Un percorso simbolico e partecipato ha attraversato alcune delle principali porte della città — Porta Camollia, Porta Ovile, Porta Romana e Porta San Marco — coinvolgendo istituzioni, Contrade e comunità senese in un momento condiviso di grande valore civile e culturale.

Il progetto, promosso dal Comitato di Siena della Croce Rossa Italiana, è stato accolto dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, rafforzando così l’impegno della città nella salvaguardia della propria identità storica.
Presente all’iniziativa il sindaco Nicoletta Fabio, insieme al presidente del Consiglio comunale Davide Ciacci, ai consiglieri Lorenza Bondi e Alessandro Masi, e al Rettore del Magistrato delle Contrade Benedetta Mocenni. Un ringraziamento è stato rivolto anche al sovrintendente Gabriele Nannetti.

A guidare il progetto il presidente del Comitato di Siena della Croce Rossa, Pasquale Albano, insieme a Valentina Mastronardi e all’architetta Anna Zottolo, che ha curato l’iter burocratico per l’apposizione degli scudi.
Con questa iniziativa, Siena diventa la prima città italiana a essere protetta per intero grazie alla sua cinta muraria: un riconoscimento simbolico ma anche concreto, che sottolinea come proteggere il patrimonio significhi custodire la memoria e il futuro di una comunità.
