Siena, inaugurato WOW, il nuovo spazio sull’innovazione agroalimentare

La FAO guarda a Siena, Qu Dongyu: "Il cibo è storia, cultura e anche pace"

Di Simona Sassetti | 11 Marzo 2026 alle 18:30

Non solo un nuovo spazio espositivo, ma un luogo destinato a diventare punto di riferimento per il dialogo tra ricerca, imprese e territorio sull’innovazione agroalimentare. Nel cuore del centro storico di Siena è stato inaugurato “WOW – Wine, Olive Oil, Wheat”, il nuovo percorso esperienziale promosso dall’Università di Siena attraverso il Santa Chiara Lab.

A sottolinearne il valore anche la presenza del direttore generale della FAO, Qu Dongyu, che ha voluto partecipare all’inaugurazione portando una prospettiva internazionale sul ruolo del cibo e dell’agricoltura.

“Il cibo non è solo nutrimento: è storia, cultura e anche pace”, ha affermato il numero uno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, evidenziando come il nuovo spazio senese rappresenti un esempio concreto di dialogo tra cultura del cibo, innovazione e cooperazione globale.

Il progetto, ospitato al piano terra di Palazzo Bandini Piccolomini, propone un percorso immersivo articolato in cinque sale tematiche con installazioni digitali, video immersivi e strumenti interattivi dedicati alle grandi filiere dell’agroalimentare e alle sfide della sostenibilità. Un luogo pensato non solo per studenti e ricercatori ma anche per cittadini, imprese e visitatori, con l’obiettivo di rendere accessibile la ricerca scientifica e favorire il confronto sulle trasformazioni del settore.

Il messaggio della FAO

Qu Dongyu ha ricordato il ruolo della FAO – fondata nel 1945 e con sede a Roma dal 1951 – che nel 2025 ha celebrato l’ottantesimo anniversario. “Apprezzo molto il lavoro degli agricoltori e dei produttori di cibo, in particolare dei piccoli agricoltori e delle aziende familiari. Il cibo non è solo cibo: è parte della storia, della cultura ed è anche parte della pace”.

Il direttore generale ha inoltre sottolineato il valore simbolico dell’acronimo WOW – vino, olio e grano – definendolo un messaggio semplice e universale. “Questi tre elementi sono alla base della dieta mediterranea e della civiltà. Il linguaggio deve essere accessibile e potente, e questo progetto riesce a comunicarlo molto bene”.

Ricerca e innovazione per le filiere del territorio

Per Angelo Riccaboni, direttore scientifico del progetto, lo spazio nasce per raccontare la bellezza e allo stesso tempo le sfide delle filiere agroalimentari della Toscana meridionale. “Le filiere del vino, dell’olio e del frumento non sono solo produzioni agricole: generano benessere sociale, qualità del paesaggio e sviluppo del territorio. Attorno alla prosperità agricola nascono anche fenomeni culturali e sociali. Allo stesso tempo-  ha ricordato Riccaboni -, il sistema agroalimentare è chiamato ad affrontare sfide cruciali come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. L’innovazione tecnologica, agronomica e organizzativa può dare un contributo decisivo per affrontarle. Per questo abbiamo voluto creare uno spazio che renda la scienza accessibile a tutti”.

Il ruolo dell’università e delle istituzioni

Il rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, ha definito WOW un progetto strategico per l’ateneo e per il territorio. “È uno spazio permanente dove la ricerca e l’innovazione diventano esperienze divulgative e strumenti di conoscenza accessibili a cittadini, studenti e imprese. La missione dell’università è costruire ponti tra scienza e società”.

Giani: “Tradizione e innovazione motori dello sviluppo del territorio”

Tra gli interventi anche quello del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il territorio e per il sistema agroalimentare regionale. “Progetti come WOW dimostrano come la Toscana possa continuare a coniugare tradizione agricola, ricerca e innovazione, valorizzando le proprie eccellenze e rafforzando il legame tra università, imprese e comunità locali. È un percorso che contribuisce a rendere il territorio sempre più protagonista nelle sfide della sostenibilità, della qualità delle produzioni e dello sviluppo economico legato alle filiere agroalimentari”.

Un progetto che nasce anche dalla collaborazione tra istituzioni e imprese del territorio. Per il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Carlo Rossi, WOW rappresenta molto più di un semplice percorso espositivo. “Non è solo uno spazio espositivo ma una vera infrastruttura culturale dove ricerca, imprese e istituzioni possono incontrarsi e generare valore per il territorio”.

Con la partecipazione della FAO e il coinvolgimento del sistema della ricerca e delle istituzioni, il nuovo spazio senese si candida così a diventare un laboratorio permanente di confronto sulle sfide globali del cibo, della sostenibilità e dell’innovazione agroalimentare.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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