Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta del 6 ottobre, ha approvato una mozione in merito all’iniziativa di legge recante “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’atto è stato presentato dai consiglieri del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco (Silvia Armini, Michele Cortonesi, Francesca Cesareo, Leonardo Pucci, del Gruppo Fratelli d’Italia (Bernardo Maggiorelli, Enzo De Risi, Pierluigi De Angelis, Alessia Pannone, Sarah Campani, Monica Crociani, Marco Baldini, Francesca Borghi, Emanuela Anichini), del gruppo Lorenza Bondi Siena nel cuore Marco Falorni Udc (Lorenza Bondi, Marco Falorni) e ha ricevuto l’unanimità dei ventitré consiglieri comunali presenti.
In particolare, con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta “a prevedere l’estensione degli incentivi previsti nel ‘regolamento per la tutela del patrimonio culturale e delle attività del centro storico e del territorio comunale l territorio comunale (zone 1/ 1bis /2 bis/ 3)’ a tutto il territorio comunale comprendendo anche tutte le attività al di fuori del centro storico e a trasmettere il presente atto al Ministero delle imprese e del made in Italy e al Ministero dell’economia e delle finanze per condividere e sostenere la proposta popolare ‘Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’”.
Nelle premesse del documento si legge che “negli ultimi anni si è affermato fenomeno sempre più evidente: il progressivo calo numerico della presenza di attività commerciali nei centri urbani, nei borghi e nelle periferie. Questo processo riguarda tutto il territorio nazionale e non è più limitato alle aree marginali. Il numero di negozi di vicinato è diminuito di circa meno 14,3 per cento rispetto al 2012. Il fenomeno non è solo quantitativo: riguarda anche la qualità del tessuto commerciale, con la scomparsa di attività indipendenti e la crescente omologazione dell’offerta, soprattutto nei centri storici; nei comuni e nei borghi questa dinamica assume un rilievo ancora più critico: quando chiude un negozio non si perde soltanto un’attività economica, ma spesso un presidio di servizio, di relazione e sociale; la globalizzazione e la digitalizzazione hanno accelerato la trasformazione dell’offerta, ma anche della domanda dei consumatori, che ha subito gli effetti della pandemia, della crisi economica e dell’aumento dell’inflazione; le dinamiche demografiche legate ai fenomeni di invecchiamento della popolazione, allo spopolamento delle aree interne, alla crescita dei flussi migratori e alle modifiche nella struttura delle famiglie sono strettamente legate alla trasformazione del commercio, richiedendo una forte capacità di adattamento agli operatori commerciali, che devono rispondere e a una domanda sempre più segmentata e differenziata; le imprese del commercio rappresentano inoltre un importante tante canale per la promozione delle produzioni locali e dei prodotti a chilometro zero e contribuiscono alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio”.
Il documento considera poi che il Comune di Siena ha adottato il Regolamento per la tutela del patrimonio culturale e delle attività del centro storico e del territorio comunale l territorio comunale (zone 1/ 1bis /2 bis/ 3)’, approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 19 giugno 2025. “Suddetto regolamento – si legge – prevede misure volte a contrastare la desertificazione commerciale, prevedendo agevolazioni e benefici economici/contributi per l’apertura a o il mantenimento di attività artigianali, enogastronomiche, agroalimentari e di commercio tradizionali nelle aree a rischio di spopolamento commerciale; pur essendo lo spazio dell’azione politica locale limitato e non sufficiente da solo a contrastare il fenomeno può intervenire con azioni mirate dite e rapide mettendo a disposizione tutti gli strumenti necessari a favorire il rilancio delle attività commerciali in tutta la città”. “le istituzioni nazionali – si legge – possono sostenere con interventi legislativi il commercio di vicinato, tenendo conto delle numerose difficoltà che incontrano i piccoli commercianti, ma anche e soprattutto della grande risorsa che questi rappresentano per il territorio; le politiche nazionali dell’ultimo trentennio, dalla riforma del commercio del ’98 a oggi, non sono valse a trovare un punto di equilibrio tra le forme distributive tale da salvaguardare l’esigenza dei consumatori a poter acquistare i prodotti di largo consumo a prezzi adeguati con quella di poter contare sui servizi di prossimità, avendo piuttosto condotto alla chiusura massiva di esercizi di vicinato ed alla saturazione della grande distribuzione, ambedue insidiati fortemente oggi dal commercio online, che comunque priva i territori di servizi e presidio fisico ‘di utilità’; il commercio al dettaglio rappresenta una componente fondamentale del sistema economico italiano, contribuendo per circa il 12 per cento del Pil nazionale, essendo costituito prevalentemente da micro e piccole imprese diffuse sul territorio, svolgendo una funzione essenziale di occupazione e redistribuzione del reddito; la crisi del commercio di prossimità non è quindi solo un problema settoriale, ma riguarda un pezzo rilevante dell’economia nazionale e della sua capacità di crescita; la riduzione della rete commerciale produce effetti economici più ampi del mero aspetto statistico, quali l’impatto sui consumi e sulla domanda interna, sull’occupazione, sui territori, nella misura in cui il commercio di prossimità svolge una finzione economica e sociale chiave di garanzia ai servizi essenziali alle comunità, mantiene viva l’economia locale, contribuisce al!a sicurezza e alla qualità urbana; la sua scomparsa si traduce in meno servizi, meno attrattività e maggiore degrado urbano, in un circolo vizioso che accelera lo spopolamento e la perdita di valore economico delle aree interessate. Nei piccoli centri questo effetto è ancora più evidente: la chiusura delle attività commerciali riduce la prossimità dei servizi essenziali, impoverisce la vita di comunità , indebolisce il mercato immobiliare e rende il territorio meno capace di attrarre nuove famiglie, giovani imprenditori e investimenti; in altre parole, la desertificazione commerciale non è solo una conseguenza del declino demografico, ma finisce per diventare anche un moltiplicatore, aggravando le disuguaglianze territoriali tra aree forti e aree fragili”.
La mozione ritiene poi importante “condividere e sostenere la proposta popolare lanciata da Confesercenti, ‘Misure e per Ia rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’, avente la finalità di assicurare la continuità dei servizi essenziali e di prossimità alla popolazione residente, contrastare i fenomeni di rarefazione commerciale e rafforzare il tessuto economico locale al fine di tutelare la rete di vicinato, salvaguardare i presidi multiservizio e promuovere forne di aggregazione tra imprese operanti nei territori interessati, attraverso la definizione di una normativa per l’istituzione e la disciplina delle Zone Economiche Speciali di Prossimità; condividere la previsione di norme statali che: istituiscano un regime fiscale di vantaggio per le imprese ubicate nei territori ricadenti nelle aree urbane e periurbane individuate dalle Regioni, che comprendano gli ambiti per i quali gli enti locali abbiano deliberato specifici programmi o progetti di rivitalizzazione ai fini dell’insediamento di attività commerciali e di servizi carenti rientranti nelle dimensioni degli esercizi di vicinato o del supporto alle attività esistenti e in sofferenza della stessa tipologia e dimensione; stabiliscano misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa a favore degli esercizi di prossimità ubicati o che intendano insediarsi in tali aree, definendo i criteri e le modalità di accesso alle misure agevolative; istituiscano presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy un osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con funzioni di monitoraggio e di supporto alle attività di valutazione ed indirizzo delle politiche di settore, definendone composizione, organizzazione e modalità di funzionamento; istituiscono, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, destinato al finanziamento delle misure di sostegno e degli interventi attuativi”.