Siena Jazz ha reso omaggio al suo padre fondatore Franco Caroni

Inaugurata la targa commemorativa a due anni dalla scomparsa

Di Cristian Lamorte | 11 Marzo 2026 alle 10:30

Una targa per ricordare il fondatore a due anni dalla scomparsa. E’ quella inaugurata dal Siena Jazz in onore di Franco Caroni, la data che vi è impressa è quella del 1977, quando Caroni ebbe l’intuizione di iniziare un lungo cammino dell’Associazione Siena Jazz che è arrivata con tante evoluzioni fino ad oggi.

Anni pionieristici a cominciare dalla sede della Fortezza Medicea. Poi dopo un decennio, l’inarrestabile marcia verso una consacrazione didattica condita dai più grandi maestri della musica nazionali e internazionali. La cerimonia è stata l’occasione per ricordare passaggi fondamentali con la sua direzione, con date ormai storiche come il 2011 con la firma del decreto ministeriale con cui Siena Jazz viene accreditata come istituzione abilitata a rilasciare titoli accademici di Alta formazione, al pari dei Conservatori statali. Nel 2018 la conclusione del percorso con l’autorizzazione del ministero al rilascio di titoli di alta formazione per il conseguimento del Diploma Biennale di specializzazione. Mangia d’Oro nel 2009, su proposta della Contrada della Tartuca, Franco Caroni fu premiato per “aver costituito una delle più consolidate istituzioni internazionali nel campo della musica Jazz”.
Un’occasione per ricordare Franco, colui che che ha creato e ideato questa accademia in maniera pionieristica coraggiosa e che oggi per la città è veramente importantissima e lo spero lo sia sempre di più – ha sottolineato Massimo Mazzini, presidente del Siena Jazz -. E’ importante per Siena ma non potete immaginare quanto lo è in tante parti del mondo perché sta ricevendo richieste di collaborazione da tantissimi luoghi. Il ricordo è grande, immenso. Io l’ho conosciuto nella fase finale della sua vita quando veniva a cercarmi, l’ho sempre ritenuta una persona generosa. Avevo proposto a Franco di fare il presidente onorario di Siena Jazz, lui invece voleva fare il direttore artistico. Questa cosa è nel nostro ricordo”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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