Inarrivabile per traguardi e longevità, Laura Perinti sarà tra le protagoniste della cerimonia delle Stelle al Merito Sportivo.
La cerimonia di premiazione è in programma mercoledì 12 febbraio alle ore 19, nella Sala Italo Calvino del Santa Maria della Scala, in Piazza Duomo, nell’ambito della manifestazione Siena dà Scaccomatto.
Ex fuoriclasse del pattinaggio corsa, oggi allenatrice a Siena, vanta un palmarès che parla da sé: 16 titoli italiani, 17 europei, 9 mondiali e due vittorie ai World Games, l’evento quadriennale delle discipline non olimpiche.
Un nuovo riconoscimento: «Gratifica e spinge a fare ancora meglio»
Perinti accoglie l’ennesimo premio con lo spirito di sempre: orgoglio e responsabilità.
Fa sempre molto piacere ricevere questi premi: gratificano, inorgogliscono e riconoscono anche il lavoro che da anni porto avanti con la squadra di pattinaggio. Sono un input per continuare su questa linea. È una delle tante onorificenze che ho avuto nella mia carriera, prima da atleta e ora da allenatrice: una vita dedicata allo sport a tutto tondo.
Il rammarico olimpico e la forza di uno sport globale
Nel racconto di una carriera che ha toccato il massimo possibile, manca solo il palcoscenico a cinque cerchi. Un’assenza che non scalfisce il valore della disciplina.
Per uno sportivo, l’Olimpiade è la manifestazione top. C’è rammarico, certo, ma non dipende da noi: questo non sminuisce il pattinaggio corsa, che è spettacolare e diffuso in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa, all’Europa e alle Americhe. Forse mancano alcuni input degli sponsor e certe dinamiche politiche che lo farebbero approdare ai Giochi.
Dalla pista alla guida: trasmettere valori prima ancora che medaglie
Appesa la tuta da gara, Perinti è passata senza esitazioni al ruolo di allenatrice, con l’idea di restituire allo sport ciò che lo sport le aveva dato.
Sentivo il desiderio di trasmettere tutto quello che avevo trovato nello sport, al di là del successo: valori, disciplina, passione. Mi sono dedicata subito all’attività di allenatrice.
Metodo e relazione: rispetto, ascolto e testa
Il suo approccio punta sul rapporto alla pari e sul lavoro mentale, oltre che tecnico. La campionessa mette il proprio passato al servizio dei ragazzi, senza trasformarlo in un peso.
Cerco un rapporto aperto e rispettoso, per trarre da ciascuno il massimo delle proprie possibilità, soprattutto sul piano umano e psicologico. Faccio capire che i miei risultati sono stati il punto d’arrivo di tante fatiche, passione e motivazione: qualità che possono mettere in campo anche loro.
Obiettivi e risultati: far crescere persone, non solo atleti
In oltre trent’anni da coach, i numeri parlano ancora una volta per lei: atleti in nazionale, risultati d’eccellenza, un movimento che cresce sul territorio senese.
Tutti possono arrivare a dei risultati, ognuno nell’ambito delle proprie possibilità. Questa è la vera vittoria: non essere per forza i primi in assoluto, ma dare il meglio di se stessi. Penso di aver contribuito a diffondere i valori dello sport tra i giovani: è la cosa principale.