“Quando sono salita su quell’aereo sapevo che non sarei più tornata nel mio paese”.
Era il luglio del 1989 quando ancora giovanissima, Kazemi Katayoun lasciò il suo paese natale, l’Iran, per trasferirsi in Italia a Siena dove ha conseguito la laurea in medicina e dove oggi lavora come medica di famiglia a Monteroni d’Arbia dove prenderà servizio dal mese di marzo.
La storia di Kati, è una delle tante storie di chi ha dovuto lasciare il proprio paese stretto nella morsa di un regime a cui non ci si vuole adeguare.
Ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza nel periodo della guerra con l’Iraq e poi le vessazioni della rivoluzione islamica.
Di cosa avrebbe oggi bisogno l’Iran per uscire da questa situazione? Kazemi ci ha spiegato il suo punto di vista, la necessità di un leader forte che possa traghettare il paese verso elezioni libere, ma per fare questo c’è bisogno di un appoggio esterno.
“Nessuno riesce più ad avere notizie dei proprio familiari rimasti in Iran, le linee internet sono state interrotte da giorni“.
Il suo volto triste racchiude tutto il dramma di un paese.