Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Lorenza Bondi è stata nominata consigliere delegata dal sindaco Nicoletta Fabio per “Attività produttive: studio, indirizzo e proposte”. Intervenuta in diretta a ‘Buongiorno Siena’ ha parlato del nuovo incarico, che lei definisce una responsabilità da esercitare con pragmatismo e spirito di servizio.
«Di sicuro è un modo per dare una mano a questa amministrazione. Ringrazio il sindaco per la fiducia: per me inaspettata, per lei certamente meditata. È un contributo che do volentieri, anche perché volli fortemente Nicoletta Fabio come candidata. La figura del consigliere delegato, pur con un perimetro ampio, è gratuita: la politica, quando si fa sul serio, si fa con spirito di servizio, senza mercanteggiare. Sono allergica ai movimenti di lobby: non è populismo, è un perimetro di comportamento».
Metodo e Stati Generali: la rotta del lavoro
Punto di partenza: un piano operativo e un metodo condiviso. Bondi annuncia una fase di ascolto strutturata con tutti i corpi intermedi del territorio e una ricognizione dei dati già disponibili.
«Non ho la bacchetta magica. Metterò a terra un piano di lavoro, puntando sul metodo concertativo. Sarebbe autoreferenziale partire senza confrontarsi con associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. I dati camerali e il lavoro del Comune ci sono: si parte da lì».
Il contesto: post-Covid, scossoni geopolitici, transizione di Siena
La fase è tra le più complesse sul piano economico. Bondi richiama gli effetti di fattori esterni e una transizione locale ancora in corso, con ricadute su turismo, commercio e interscambi imprenditoriali.
«Siena ha chiuso una stagione in cui ha vissuto un po’ al di sopra delle proprie possibilità, senza pianificare gli scossoni. Oggi il mondo è in equilibrio precario: non si può frenare il vento con le mani. Alcuni comparti risentiranno di effetti esogeni, e su questo dobbiamo governare il più possibile».
Dal muro contro muro alla direzione comune
Il primo banco di prova saranno gli Stati Generali delle Attività produttive, con l’obiettivo di superare divisioni e veti incrociati. La richiesta è chiara: coesione e pragmatismo.
«Non si può più ragionare tra Guelfi e Ghibellini: bisogna scegliere ciò che è più opportuno per Siena. Tirare il freno a mano, da chiunque, oggi significa togliere spinta all’economia. La sindaca ha dato un segnale: si scala le marce, si fa sintesi e si spinge dove si può».
Settori in sofferenza e priorità: artigianato, turismo, buone pratiche
Senza anticipare classifiche senza numeri, Bondi indica alcune direttrici: rafforzare l’artigianato identitario e replicare modelli di attrattività che funzionano, adattandoli a una città delle dimensioni di Siena.
«Sarebbe sbagliato dire oggi chi soffre di più senza i dati. L’artigianato è identitario e va ulteriormente valorizzato. Le Strade Bianche mostrano quanto è attrattivo questo territorio: in pochi giorni arrivano decine di migliaia di persone e dal mondo si dice che non c’è una corsa così bella. Quel paradigma va replicato su più settori, guardando a buone pratiche di realtà simili alla nostra: non serve copiare Barcellona, ma adattare esperienze di successo».
La chiusura
«Principio cardine e non negoziabile: andare in una direzione comune per dare una spinta economica a Siena. Senza remare nella stessa direzione, la velocità di crociera dell’economia locale varia a seconda della remata».