Siena: no al rinnovo del contratto Federdistribuzione scaduto da 51 mesi, sindacati uniti con i lavoratori in Piazza Matteotti

Dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale, mattina di sciopero nel settore della distribuzione moderna organizzata, nelle aziende che fanno capo a Federdistribuzione. Mobilitazione di un’ora indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil

Di Redazione | 30 Marzo 2024 alle 15:30

I lavoratori e le lavoratrici delle aziende aderenti a Federdistribuzione hanno incrociato le braccia questa mattina per un’ora in Piazza Giacomo Matteotti. Un sit-in indetto dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per lanciare un messaggio forte rivolto a Federdistribuzione e alle imprese della cosiddetta distribuzione moderna organizzata per aver rotto la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale.

“Si attende una rsposta, è un’atteggiamento incomprensibile – tuona Stefano Bernardini, segretario generale Filcams Cgil – mentre le altre associazioni datoriali in settimana hanno chiuso il contratto, Confcommercio, Confesercenti, Distribuzione Cooperativa, Federdistribuzione continua non voler chiudere il contratto e a non dare risposte ai lavoratori, in un settore sempre più flessibile, aperto h24 per 365 giorni. Lo sciopero è per chiedere la chiusura del contratto e fissare delle regole”.

Un disagio da parte dei lavorati evidenziato dalla firma dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, siglato il 19 dicembre 2018, dal quale sono trascorsi ormai quasi 51 mesi dalla sua scadenza. Secondo le sigle sindacali serve dare il giusto riconoscimento in termini economici ai dipendenti delle aziende associate dimenticati per quasi un quinquennio mettendo a dura prova la tenuta dei loro redditi.

“Siamo davanti ad un’associazione di categoria – aggiunge Johnny Galeotti, responsabile territoriale Uiltcus – che si dichiara disponibile da una parte ad elargire sul salario un rinnovo del contratto e dall’altra ad entrare nel merito dei livelli dei lavoratori, questo non è accettabile e manifestiamo questa volontà di non far passare il messaggio, le organizzazioni sindacali non vogliono essere complici di questo percorso”.



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