Siena si è lasciata alle spalle una settimana densa di cultura e di appuntamenti che hanno animato la città con stimoli intellettuali di ampio respiro, confermandola come un vero laboratorio di idee dove il dialogo tra scienza, letteratura e musica trova terreno fertile. Un racconto che parte dalla Biblioteca Comunale degli Intronati e arriva fino alle sale del Palazzo Pubblico, passando dall’Accademia degli Intronati, con protagonisti d’eccezione e una partecipazione di pubblico che ha premiato ogni iniziativa.
Intelligenza artificiale e medicina
La settimana si è aperta all’insegna dell’innovazione scientifica. Nella sala storica della Biblioteca degli Intronati, con il presidente Raffaele Ascheri, il professor Mauro Rubegni, primario di dermatologia dell’ospedale Le Scotte, ha guidato il pubblico in un viaggio tra le frontiere dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. Attraverso un linguaggio accessibile e numerose immagini esemplificative, Rubegni ha illustrato come oggi la medicina, grazie a questa rivoluzione tecnologica, sia in grado di gestire e interpretare una quantità crescente di dati clinici, spesso provenienti da fonti eterogenee: cartelle cliniche digitali, dispositivi indossabili, immagini diagnostiche, ma anche informazioni raccolte da social e sensori di nuova generazione. Rubegni ha spiegato che una delle applicazioni più promettenti dell’intelligenza artificiale riguarda la diagnosi precoce, in particolare in ambito oncologico, cardiologico e dermatologico, dove gli algoritmi – addestrati su milioni di immagini – riconoscono anomalie con una precisione sempre maggiore. Ulteriori sviluppi riguardano sistemi predittivi in grado di anticipare il rischio di alcune patologie e strumenti che supportano i medici nell’individuazione delle migliori terapie, attingendo sia alle linee guida internazionali sia alla storia clinica dei singoli pazienti. Non sono mancati i riferimenti alle potenzialità e ai rischi di queste tecnologie: Rubegni ha sottolineato come l’intelligenza artificiale debba essere considerata uno strumento di supporto e non un sostituto della diagnosi e della responsabilità clinica del medico. Un’attenzione particolare è stata data alle questioni etiche e alla necessità di regolamentazioni rigorose, soprattutto in un momento in cui la sperimentazione è ancora in corso in Italia e le applicazioni già approvate sono ancora poche rispetto agli Stati Uniti.
Gli Intronati con Federigo Tozzi
Non meno significativa è stata la serata dedicata a Federigo Tozzi, protagonista di un incontro all’Accademia degli Intronati all’insegna della memoria letteraria e della ricerca. L’evento, intitolato “Federigo Tozzi al Vieusseux. Una stanza tutta per sé”, ha fatto il punto sulle recenti novità riguardanti l’archivio dello scrittore senese, ora trasferito a Firenze presso il Gabinetto Vieusseux, istituto che accoglie alcuni tra i più importanti fondi letterari italiani. A portare i saluti istituzionali è stata il sindaco Nicoletta Fabio, che ha ricordato come iniziative di questo tipo rappresentino un vero valore aggiunto per la città, capaci di mantenere alta l’attenzione sulla cultura e di proiettare figure come Tozzi in un contesto nazionale di grande prestigio. Roberto Barzanti, che ha coordinato l’incontro, ha ribadito l’importanza del trasferimento di una parte significativa dell’archivio di Tozzi nell’Archivio contemporaneo Bonsanti del Vieusseux, un luogo che favorisce la consultazione da parte di studiosi di tutta Italia. Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, ha sottolineato il valore simbolico della nuova “stanza Tozzi”, collocata accanto a quelle dedicate a Pratolini e Pasolini, nel cuore di una delle principali sedi della cultura letteraria italiana. Nel corso della serata sono intervenuti anche Riccardo Castellana, Marco Marchi, Monica Marchi, Marco Menicacci e Michele Rossi, che hanno presentato il nuovo numero monografico della rivista “Antologia Vieusseux”, interamente dedicato a Tozzi e curato da Menicacci e Rossi. Il volume raccoglie contributi inediti e ricerche originali, valorizzando aspetti meno noti dell’opera dello scrittore. Il trasferimento dei materiali, avvenuto in più fasi, ha permesso di recuperare e catalogare manoscritti, bozze, volumi e note autografe, tra cui testi di filosofia, classici e letteratura internazionale, ora messi a disposizione della comunità scientifica e dei lettori più appassionati. Significativa anche la lettura di una lettera di Silvia Tozzi, nipote dello scrittore, che ha ripercorso le tappe della formazione dell’archivio, ricordando l’impegno della nonna Emma e del babbo Glauco e sottolineando la scelta della famiglia di affidare il fondo a una sede capace di garantirne la valorizzazione futura. L’iniziativa ha rappresentato un vero ponte tra passato e futuro, tra Siena e Firenze, rinnovando l’interesse per una delle figure chiave della modernità letteraria italiana.
La bellezza nella Sala delle Lupe
La settimana culturale senese si è chiusa sotto il segno della partecipazione e della condivisione, con due appuntamenti che hanno registrato il tutto esaurito nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico. Venerdì, nell’ambito della rassegna “I Venerdì di Siena” diretta da Francesco Ricci, il gruppo Carpe Diem ha condotto il pubblico in un viaggio musicale meraviglioso lungo la penisola, attraverso le atmosfere e i paesaggi evocati da alcune delle più amate canzoni italiane. La live band senese ha saputo intrecciare suggestioni e ricordi, portando da Siena fino a Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli e Sicilia, in una vera e propria “cartolina sonora” impreziosita dai brani di grandi autori come Vecchioni, De Gregori, Dalla, De André, Battiato e Pino Daniele. Un’esperienza immersiva che ha coinvolto oltre duecento spettatori, confermando il successo di una rassegna ormai attesa e apprezzata.
Proprio ieri (sabato 17 gennaio 2026) invece è stato il turno di Giacomo Vigni, docente e scrittore, che ha presentato il suo nuovo libro “Il bambino che imparò ad amare”, dedicato ai più piccoli ma ricco di spunti anche per adulti ed educatori. La serata, coordinata dal giornalista Alessandro Lorenzini e impreziosita dagli interventi dell’assessore al sociale Micaela Papi e la consigliera Monica Crociani, ha posto al centro la riflessione su temi come l’adozione, la disabilità e l’inclusione, con una particolare attenzione alle sfide educative del presente. Vigni, dialogando con il pubblico e con l’illustratrice Ilaria Finetti, ha spiegato l’intento di parlare ai bambini ma anche agli adulti: “L’idea di questo libro nasce dal desiderio di sensibilizzare su temi come la disabilità, che mi stanno molto a cuore, ma con un linguaggio capace di coinvolgere lettori di ogni età”. Al centro della storia, la figura di una maestra che diventa punto di riferimento per un bambino in difficoltà, esempio di come l’impegno per gli altri possa migliorare la vita dell’intera comunità. “Oggi i giovani rischiano di vivere situazioni di solitudine, accentuate anche dalla tecnologia e dalla digitalizzazione – ha sottolineato Vigni –. Per questo credo sia importante accendere l’attenzione sull’accoglienza e sulla socialità, valori che fanno bene sia ai bambini che agli adulti”. Tra il pubblico anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci e la capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Siena, Anna Ferretti. Non c’è dubbio che la serata abbia rappresentato per molti un’occasione di confronto su come la letteratura possa ancora essere uno strumento di crescita e inclusione per la città.
Una città che investe nella cultura
La settimana appena trascorsa mostra Siena sempre più vivace, capace di rinnovarsi e di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Dalla scienza all’arte, dalla memoria letteraria alla musica, la città si conferma luogo di incontro e di crescita, dove la cultura resta protagonista e continua a lasciare il segno nella vita di chi vi partecipa. Eppure, non manca chi lamenta una presunta mancanza di iniziative culturali in città. In realtà, il fermento è tangibile e gli appuntamenti sono spesso così numerosi da sovrapporsi, offrendo una scelta ricca e variegata. Le critiche costruttive servono a migliorare, ma quelle distruttive rischiano di non cogliere il reale dinamismo del tessuto cittadino. Siena resta una fucina di idee e di conoscenza, pronta a sorprendere chiunque decida di partecipare e di informarsi davvero. Chi cerca cultura qui trova sempre una risposta, e spesso la sfida è solo quella di scegliere quale evento seguire tra le tante opportunità che la nostra città sa offrire.





