Siena, rissa al raduno freestyle. Il collettivo organizzatore: “Hanno detto di essere fascisti”

Il primo appuntamento del collettivo finisce con una rissa e l’intervento delle forze dell’ordine. Il direttivo ricostruisce l’accaduto e rivendica la natura culturale dell’iniziativa

Di Filippo Meiattini | 1 Marzo 2026 alle 12:30

Siena, rissa al raduno freestyle. Il collettivo organizzatore: “Hanno detto di essere fascisti”

Doveva essere una serata dedicata al freestyle, la disciplina dell’hip hop basata su rime improvvisate su una base musicale, e al cosiddetto “muretto”, format nato a Milano e diffuso in diverse città italiane: un raduno informale senza palco né giuria, in cui i partecipanti si sfidano a colpi di improvvisazione in uno spazio pubblico. Si è conclusa con una rissa e l’intervento delle forze dell’ordine il primo appuntamento organizzato dal collettivo Il Brodo in Piazza del Campo.

A ricostruire quanto accaduto è Antonello Casula, per tutti Lello, membro del direttivo.

“Eravamo riusciti a organizzarci in almeno una decina di performer. Seguendo la scena delle altre città italiane volevamo fondare anche il nostro simbolo di rappresentanza per il freestyle. Ci siamo dati appuntamento di venerdì e siamo partiti in dieci. Poi spontaneamente si è aggiunta una cinquantina di persone tra curiosi e turisti”.

La serata, racconta, si sarebbe svolta regolarmente per circa due ore. “Eravamo alla finale della nostra mini competizione. Negli ultimi tre minuti della sfida è arrivato un manipolo di ragazzi, compatti, che cantavano cori. Hanno interrotto chi stava facendo le rime dicendo che la piazza era loro e che noi non dovevamo stare lì”.

Alla richiesta di spiegazioni, prosegue Casula, “ci hanno detto che erano fascisti e che non volevano che stessimo lì”. Da quel momento la tensione sarebbe salita. “Ci sono state provocazioni e poi una prima zuffa”.

Secondo il suo racconto, il gruppo si sarebbe poi spostato verso la Torre del Mangia, dove sarebbe stato raggiunto da persone “visibilmente più grandi”. “Ho provato a parlare con quelli che sembravano più responsabili, chiedendo di interrompere la situazione. Eravamo alla fine del contest, tre minuti dopo non saremmo nemmeno stati più in piazza”.

Dopo un primo apparente allontanamento, la situazione sarebbe nuovamente degenerata. “Quando mi sono voltato per tornare verso il ‘muretto’ è ripartita una seconda zuffa. Credo sia stato quello il momento in cui hanno accerchiato Omar, il ragazzo che è rimasto contuso”.

Per circa dieci minuti, riferisce, in piazza si sarebbero formati gruppi sparsi con momenti di aggressione, fino all’arrivo delle forze dell’ordine: “Sono arrivate cinque pattuglie tra polizia, polizia locale e carabinieri. Quasi tutti si sono dileguati”. Gli agenti avrebbero raccolto la testimonianza del ragazzo ferito: “Ci è stato riconosciuto che non stavamo facendo nulla di illegale. Non avevamo impianti che richiedessero permessi: era come parlare in rima mentre si conversa”.

Casula tiene però a chiarire la posizione del collettivo: “La notizia è passata quasi più come fatto politico che culturale. Noi ci dichiariamo antifascisti e non violenti, ma non vogliamo fare un manifesto politico della nostra arte. Vogliamo semplicemente esprimerci liberamente senza offendere nessuno”.

Sottolinea inoltre il radicamento locale del gruppo: “Io sono napoletano-toscano, ma la maggior parte dei ragazzi è del territorio. Ci sono giovani di Siena, anche di contrada, altri di Poggibonsi e Taverne d’Arbia. Non eravamo lì per essere antagonisti rispetto alla città”.

Molti dei partecipanti, aggiunge, hanno circa 17 anni: “Lavoriamo con associazioni giovanili e cerchiamo di stimolarli verso un processo creativo. Non eravamo in piazza per drogarci o fare violenza, ma per fare rime, con una cassa piccola e a volume basso”.

Il collettivo conferma l’intenzione di proseguire con gli appuntamenti del venerdì: “In tante città italiane ci sono raduni settimanali di freestyle. Non vogliamo che ogni venerdì diventi motivo di paura. Vogliamo creare uno spazio libero e sicuro dove i ragazzi possano esprimersi”.

Infine, un invito alla comunità: “Chi ha dubbi venga a vedere. Siamo una realtà pulita, piena di artisti. A Siena c’è tanto talento e vogliamo solo dargli uno spazio”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



Articoli correlati