Siena, rissa di via della Galluzza: assolto 36enne pakistano

In tribunale la ricostruzione dell’aggressione con un manico di scopa spezzato: il pm aveva chiesto 8 mesi. Processo sospeso per il coimputato irreperibile

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 4 Febbraio 2026 alle 20:30

Siena, rissa di via della Galluzza: assolto 36enne pakistano

Un manico di scopa che si spezza, la scena concitata in strada e una domanda che, in aula, resta decisiva: chi ha colpito davvero? Questa mattina, 4 febbraio 2026, il Tribunale di Siena ha chiuso – almeno per ora – uno dei due filoni del procedimento nato dalla rissa tra connazionali pakistani avvenuta in via della Galluzza il 27 giugno 2023. Dopo una breve camera di consiglio, il giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi ha assolto il cittadino pakistano di 36 anniper non aver commesso il fatto”. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni. Il processo riguardava un’accusa di lesioni personali aggravate: secondo la contestazione, l’aggressione sarebbe stata portata avanti da più persone e con l’uso di un’arma impropria, individuata proprio in quel manico di scopa.

Gli atti descrivono una sequenza rapida e violenta: prima uno schiaffo, poi i colpi inferti con un manico di scopaalla testa e al volto della persona offesa, un connazionale (domiciliato a Volterra). L’oggetto, sempre secondo quanto ricostruito in Procura, si sarebbe spezzato durante l’azione e sarebbe stato riutilizzato, con i pezzi rimasti in mano, per colpire ancora la vittima a spalla, braccio e gamba. Nei referti confluiti nel fascicolo si parla anche di un morso alla spalla. Le lesioni riscontrate – tra cui fratture costali, trauma cranico non commotivo, contusionied escoriazioni multiple – erano state indicate come guaribili in 30 giorni. La vicenda era emersa dopo la denuncia presentata dalla persona offesa, che però non si è costituita parte civile.

In origine gli imputati erano due, entrambi pakistani e residenti a Siena: oltre al 36enne, anche un 40enne. La sua posizione, però, non è arrivata a sentenza: il procedimento nei suoi confronti è stato sospeso perché l’uomo risulta irreperibile. Da informazioni raccolte nel corso del processo, sarebbe rientrato in Pakistan.

La discussione si è svolta questa mattina. Per l’accusa, il pm Massimo Rossini ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione, sostenendo l’impianto contestato e la ricostruzione dell’aggressione. La difesa, affidata all’avvocato Emiliano Ciufegni (foro di Siena), ha invece insistito su un punto: l’assenza di una prova certa che colleghi il 36enne alle lesioni riportate dalla vittima. Nel suo intervento, il legale ha ricondotto l’origine della lite a una questione economica – la restituzione di una mensilità d’affitto, circa 100 euro – e ha valorizzato, ai fini della ricostruzione, quanto emerso dalla testimonianza di un sottufficiale di polizia intervenuto sul posto, evidenziando anche incongruenze nelle dichiarazioni della persona offesa. Da qui la richiesta di assoluzione “per non aver commesso il fatto”, sottolineando inoltre il percorso di integrazione dell’imputato, descritto come persona ben inserita nel contesto senese e lavorativamente attiva.

Il giudice Solivetti Flacchi ha accolto la tesi assolutoria: il 36enne è uscito dal processo con una pronuncia piena, “per non aver commesso il fatto”. Resta ora da attendere il deposito delle motivazioni, che chiariranno quali elementi – o quali lacune probatorie – abbiano pesato nel passaggio decisivo tra l’accusa di un’aggressione consumata “in due” e la conclusione che, per quell’imputato, non sia stata raggiunta la prova della responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. Sul fronte dell’altro imputato, il 40enne irreperibile, la vicenda giudiziaria rimane invece sospesa: l’episodio di via della Galluzza, con il manico di scopa spezzato al centro della ricostruzione, non è ancora archiviato del tutto.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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