La situazione delle malattie della pelle che sono in aumento, soprattutto per quanto riguarda i tumori legati all’esposizione solare A fare il punto a Siena il professor Pietro Rubegni, direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, e il dottor Giulio Cortonesi, dermatologo e chirurgo della stessa struttura, Ospiti di ‘Buongiorno Siena’: dall’ondata di carcinomi cutanei alla gestione delle allergie, fino al “caso tatuaggi”.
Tumori cutanei in crescita: le cause e i numeri
Per Rubegni il trend è netto: l’età media che sale e le abitudini di esposizione al sole stanno moltiplicando i casi, soprattutto di carcinomi.
“La nostra ‘carrozzeria’ ha un tempo: se questo tempo si prolunga, si arrugginisce. Stiamo affrontando una valanga di carcinomi legati al sole.”
I riferimenti epidemiologici offerti dal direttore chiariscono l’ordine di grandezza: circa 10 casi di melanoma ogni 100mila abitanti contro 500-1000 casi di carcinomi non melanoma. Aumentano anche le patologie allergiche e infiammatorie croniche, verosimilmente intrecciate a inquinamento, dieta e invecchiamento.
Tatuaggi e sistema immunitario: cosa sappiamo davvero
Il tema che ha acceso il dibattito è l’impatto dei tatuaggi sull’organismo e sulle risposte immunitarie. Cortonesi invita alla misura: il drenaggio del pigmento verso i linfonodi è un fenomeno fisiologico e previsto.
“La pelle è un organo immunitario. Il pigmento iniettato per un tatuaggio viene in parte drenato nei linfonodi: è normale. Con il laser lo frammentiamo proprio per favorirne la rimozione da parte dei macrofagi”.
Secondo i due specialisti, alcune ricerche ipotizzano che la modulazione infiammatoria indotta dal tatuaggio possa influenzare – in modo diverso – la risposta a specifici vaccini.
“Gli autori dello studio citato osservano una possibile riduzione della risposta anticorpale al vaccino anti-Covid e, al contrario, un aumento per l’antinfluenzale. È un filone aperto, da confermare”.
C’è anche un risvolto diagnostico-chirurgico: i pigmenti possono confondere l’identificazione del linfonodo sentinella in alcune procedure oncologiche.
“In pazienti tatuati, distinguere tra metastasi e pigmento di inchiostro può essere complesso”.
Le regole d’oro: sicurezza, allergie, età giusta
Senza allarmismi, il messaggio è di prudenza informata: affidarsi a professionisti, rispettare la normativa UE sui coloranti e, in caso di dubbi o predisposizioni allergiche, consultare prima un dermatologo.
“Il tatuaggio, per noi dermatologi, è una stigmata da valutare con cautela. Con tatuatori esperti e pigmenti a norma i rischi si riducono, ma le reazioni allergiche possono comunque comparire”.
Attenzione soprattutto ai più giovani, anche per le ricadute pratiche.
“Molti corpi dello Stato non ammettono tatuaggi visibili. Ragazzi con tatuaggi su caviglie e piedi si ritrovano esclusi. Meglio decidere a mente fredda, da adulti consapevoli di rischi e benefici”.
Prevenzione prima di tutto: come e perché
Rubegni denuncia uno squilibrio di sistema: risorse spinte verso farmaci innovativi e poca attenzione alla prevenzione, che resta il vero salvavita per i tumori cutanei in fase iniziale.
“La prevenzione è un guadagno per il paziente, non per i bilanci. Ma è lì che si vincono le battaglie. Serve una prevenzione intelligente, mirata: non possiamo visitare chiunque, evitiamo campagne casuali e improduttive”.
Il richiamo è anche culturale: sensibilizzare le donne – spesso “ambasciatrici” di salute in famiglia – e convincere gli uomini a controlli regolari. Quando i tumori arrivano tardi, subentra la chirurgia ricostruttiva complessa.
“Siamo in grado di far fronte a tutto questo, ma per il paziente non è mai semplice: meglio intercettare prima”.
Le Scotte guardano al mondo: formazione e cura
La clinica lavora su più fronti: chirurgia dell’unghia e dei capelli, centro laser, ricerca e cooperazione internazionale. Mentre la specializzanda Giulia Galluccio opera in Africa nell’ambito del “ponte” attivato dalla direzione, Cortonesi – premiato a livello internazionale – partirà in Mozambico per intervenire sulle persone con albinismo, ad altissimo rischio di tumori cutanei.
La chiusura
“Aiutateci a fare prevenzione, quella giusta. È lì che possiamo davvero cambiare la vita delle persone”.