Siena, SiSolidal: "Da oltre un mese la Questura non concede appuntamenti per la protezione internazionale"

La rete: "Senza la procedura, i richiedenti non possono accedere ai centri di accoglienza"

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“Dal 15 giugno la Questura di Siena non rilascia appuntamenti per la formalizzazione delle domande di protezione internazionale”. A sostenerlo è la rete SiSolidal, che attraverso un comunicato stampa chiede chiarimenti sulle ragioni dello stop e il ripristino delle procedure previste dalla normativa.

Di seguito riportiamo il comunicato stampa integrale:

“Dal 15 giugno la Questura di Siena non dà appuntamenti per le domande di protezione internazionale. La legge prevede tre giorni: chi resta senza, dorme nei parcheggi.

Tre giorni. Il tempo che la legge – il D.Lgs. 25/2008 – concede alle Questure per verbalizzare una domanda di protezione internazionale (comunemente “asilo”) da quando una persona manifesta la volontà di chiederla; dieci in più, soltanto in caso di arrivi eccezionali. A Siena, dal 15 giugno, di giorni ne sono passati oltre trenta: l’Ufficio Immigrazione non rilascia appuntamenti per formalizzare le domande, e nessuna motivazione è stata fornita.

 

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: senza formalizzazione non si entra nei centri di accoglienza (CAS); e così le stesse persone che la Questura non riceve vengono sgomberate, notte dopo notte, dai parcheggi ai parchi, ad altri parcheggi e ad altri parchi.

Azioni la notte, e silenzi di giorno. Ed è necessario sottolineare il collegamento tra questi due fenomeni: negare a una persona l’appuntamento da cui dipende il suo diritto all’accoglienza, e poi trattarla come un problema di decoro perché dorme all’aperto, sono decisioni che non spettano a noi cittadini; ma che sulla nostra città ricadono, ed è qui che chiedono di essere gestite. Già il 4 giugno la stampa locale documentava file davanti ai portoni chiusi della Questura, “senza spiegazione”, anche per chi l’appuntamento lo aveva.

Non è un’ondata imprevista che travolge gli uffici: gli arrivi in Italia (circa 14.500 dall’inizio dell’anno) sono meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025. E non è nemmeno la prima volta: già nell’aprile 2025 questa rete denunciava decine di richiedenti asilo costretti a dormire da mesi in sedi di partiti e associazioni, e una Questura che chiedeva, per formalizzare la domanda, una lettera di ospitalità che chi vive per strada non può produrre.

«Parliamo di diritti, non di concessioni. Di leggi, non di carità», dichiara e ribadisce oggi la rete SiSolidal.

“Dopo vari tentativi di comunicare in maniera diretta con la Questura, rimasti senza risposta, la rete si trova ora costretta a un appello pubblico. Chiediamo alla Questura di Siena di rendere noti i motivi ostativi agli appuntamenti e di ripristinare subito la calendarizzazione nei termini di legge”.



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