Siena Sostenibile contro il riarmo europeo: mozione in Consiglio comunale per tagliare le spese militari e rafforzare lo Stato sociale

Il gruppo consiliare chiede al Comune di opporsi al piano “ReArm Europe” e all’obiettivo NATO del 5% del Pil: “Risorse da destinare a sanità, scuola, welfare e Comuni”

Di Lorenzo Agnelli | 27 Gennaio 2026 alle 11:00

Siena Sostenibile contro il riarmo europeo: mozione in Consiglio comunale per tagliare le spese militari e rafforzare lo Stato sociale

Il gruppo consiliare Siena Sostenibile ha presentato una mozione al Consiglio comunale di Siena contro il piano di riarmo europeo e per una riduzione delle spese militari, chiedendo che le risorse vengano invece indirizzate al rafforzamento dello Stato sociale e dei servizi pubblici.

Nella nota inviata dall’associazione viene ricordato come la spesa militare mondiale abbia raggiunto nel 2024 la cifra record di 2.718 miliardi di dollari, con un aumento del 20% in tre anni, mentre in Europa la spesa è cresciuta del 17%, arrivando a 693 miliardi di dollari. I Paesi NATO concentrano oggi oltre la metà della spesa globale. Per l’Italia, la previsione per il 2025 è di circa 32 miliardi di euro, pari all’1,5% del Pil.

Secondo i proponenti, “la storia dimostra che la militarizzazione non produce pace né sicurezza duratura”, ma alimenta conflitti, disuguaglianze e instabilità.

Nel mirino della mozione il piano europeo “ReArm Europe”, ribattezzato “Readiness 2030”, che prevede un incremento complessivo di 800 miliardi di euro in quattro anni per la difesa, anche tramite deroghe al Patto di stabilità e l’uso di fondi destinati alla coesione sociale. Viene inoltre richiamata la decisione assunta al vertice NATO dell’Aja del giugno 2025 di puntare a una spesa militare pari al 5% del Pil entro il 2035.

Per Siena Sostenibile, questo scenario comporterebbe per l’Italia un aumento della spesa militare fino a mille miliardi di euro nel prossimo decennio, con oltre 445 miliardi in più rispetto ai livelli attuali. Risorse che, secondo la mozione, verrebbero sottratte a sanità, istruzione, welfare e servizi pubblici locali, già sottofinanziati. Il documento sottolinea anche l’impatto occupazionale: ogni miliardo investito nel settore militare genera circa 3.000 posti di lavoro, contro gli 8.000 nell’ambiente, i 12.000 nella sanità e i 14.000 nella scuola.

Un altro punto centrale riguarda il ruolo dei Comuni. Negli ultimi decenni, si legge nel testo, gli enti locali hanno perso complessivamente 15 miliardi di euro a causa delle politiche di contenimento della spesa pubblica. La Legge di Bilancio 2025 prevede inoltre tagli per 1,3 miliardi tra il 2025 e il 2029. Ulteriori riduzioni legate all’aumento delle spese militari rischierebbero di compromettere la capacità dei Comuni di garantire servizi essenziali.

Con la mozione, il Consiglio comunale viene chiamato a impegnare sindaco e Giunta a rappresentare presso Governo, Parlamento, Comitato europeo delle Regioni e Anci una posizione netta: contrarietà al piano di riarmo europeo, richiesta di recedere dall’obiettivo NATO del 5% del Pil e riorientamento delle risorse verso lavoro, ambiente, sanità, scuola e welfare.

Tra le richieste figurano anche la tassazione degli extraprofitti dell’industria bellica, la riduzione dei fondi per le missioni militari all’estero e la promozione, sul territorio comunale, di iniziative di educazione alla pace, al disarmo e al dialogo tra i popoli.

La mozione si richiama infine all’articolo 11 della Costituzione, ribadendo che la sicurezza deve fondarsi su coesione sociale, diritti e servizi pubblici, non su un’escalation delle spese militari.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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