Nuovi risultati nella ricerca oncologica arrivano da Siena e vengono presentati sulla scena scientifica internazionale. Durante il meeting annuale dell’American Association for Cancer Research a Los Angeles sono stati illustrati i risultati di due studi di immunoncologia promossi dalla Fondazione NIBIT, che vedono protagonista l’Immunoterapia Oncologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, diretta dal professor Michele Maio.
I risultati delle ricerche sono stati presentati dalla professoressa Anna Maria Di Giacomo, ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Siena e responsabile del programma di sperimentazioni cliniche di fase I/II del centro senese, insieme a Luana Calabrò, oggi professoressa associata di Oncologia Medica all’Università di Ferrara e direttrice dell’Oncologia medica dell’Aou di Ferrara, e alla specializzanda Valentina Croce.
Il primo studio riguarda il mesotelioma e dimostra per la prima volta che le caratteristiche epigenetiche del tumore, ovvero l’epigenoma tumorale, possono influenzare la risposta clinica dei pazienti all’immunoterapia. Questo risultato apre alla possibilità di individuare nuovi biomarcatori utili per selezionare i pazienti che possono trarre maggiore beneficio da specifiche terapie.
Il secondo studio presentato, denominato NIBIT ML1, è stato condotto su pazienti con melanoma e tumore del polmone. Al congresso di Los Angeles sono stati illustrati in particolare i risultati relativi ai pazienti con melanoma metastatico resistente all’immunoterapia standard, una condizione clinica particolarmente difficile da trattare.
«Lo studio – spiega Anna Maria Di Giacomo – ha diviso i pazienti in due gruppi: uno trattato con la combinazione di due farmaci immunoterapici, anti-CTLA-4 e anti-PD-1, e l’altro con una tripla combinazione che aggiunge un farmaco epigenetico. I risultati clinici dimostrano che questa tripla combinazione genera un tasso di risposte cliniche doppio rispetto alla terapia con i soli due immunoterapici».
L’obiettivo dei ricercatori è comprendere non solo i meccanismi di resistenza alle terapie precedenti, ma anche individuare i pazienti che potrebbero trarre maggiore beneficio dall’utilizzo dei farmaci epigenetici.
«Attraverso gli studi sull’epigenoma tumorale e sulle caratteristiche del sistema immunitario – sottolinea Michele Maio – siamo riusciti a identificare caratteristiche specifiche nei pazienti che rispondono alla tripla combinazione. Questo potrebbe permettere di individuare nuovi biomarcatori capaci di predire la risposta ai trattamenti, non solo nel melanoma ma anche in altri tumori, aprendo prospettive importanti per il futuro della medicina oncologica».
Il congresso internazionale dell’AACR ha rappresentato anche un’importante occasione formativa per la giovane ricercatrice Valentina Croce, specializzanda in Oncologia Medica e dottoranda in Medicina Traslazionale e di Precisione all’Università di Siena. «Partecipare a questo evento – ha spiegato – è stata un’opportunità di grande valore, sia per i contenuti scientifici sia per il confronto con giovani ricercatori impegnati nella ricerca oncologica clinica e traslazionale a livello internazionale».