Quando Tadej Pogačar decide che è il momento, la Strade Bianche smette di essere una corsa e diventa un assolo. Sulle polverose colline senesi il campione del mondo ha ancora una volta fatto saltare il banco con una naturalezza quasi disarmante: un attacco lontano dal traguardo, lo sterrato che si apre davanti e dietro soltanto distacchi che si allungano. Un copione ormai familiare, ma non per questo meno impressionante.
Lo sloveno ha conquistato così la quarta Strade Bianche della sua carriera, diventando il primo corridore di sempre a vincere tre edizioni consecutive e il primo a raggiungere quota quattro successi nella classica senese.
La corsa era partita ad alta velocità fin dai primi chilometri, con una fuga di nove corridori — tra cui Martin Marcellusi e Samuele Zoccarato — capace di guadagnare poco più di un minuto sul gruppo. Ma la tregua è durata poco. Con l’avvicinarsi del tratto simbolo della corsa, la UAE Team Emirates-XRG ha preso in mano la situazione preparando il terreno al suo capitano.
Il momento decisivo è arrivato sul settore di Monte Sante Marie, undici chilometri di sterrato nervoso e selettivo che ormai da anni rappresentano il cuore della Strade Bianche. A circa 78 chilometri da Siena, Pogačar ha lanciato il suo attacco: alla prima accelerazione hanno provato a rispondere Paul Seixas, Isaac Del Toro e Matteo Jorgenson, ma nel giro di pochi minuti lo sloveno è rimasto solo davanti.
Da quel momento la corsa si è trasformata in un lungo monologo. Seixas e Del Toro hanno provato a inseguire, ma il distacco è cresciuto rapidamente fino a superare il minuto già all’uscita del settore. Dietro, i tentativi di organizzare la caccia si sono spezzati tra scatti e contrattacchi.
Pogačar ha continuato a macinare chilometri con la consueta apparente facilità, superando uno dopo l’altro i settori chiave del finale: Monteaperti, Colle Pinzuto e Le Tolfe. Mentre il campione del mondo gestiva il proprio vantaggio, alle sue spalle la corsa si accendeva per la lotta alle piazze d’onore.
Nel gruppo degli inseguitori si sono alternati diversi protagonisti: Tom Pidcock ha provato ad attaccare proprio su Le Tolfe, mentre Isaac Del Toro è stato rallentato da un contatto nella folla che ha spezzato ulteriormente l’inseguimento. Con meno di 25 chilometri all’arrivo il distacco dal battistrada era ormai superiore al minuto e mezzo, segno di una corsa già segnata.
Sulle strade bianche attorno a Siena si è così delineata una doppia corsa: davanti l’alieno, dietro una manciata di corridori pronti a giocarsi fino all’ultimo metro il secondo posto.
Davanti a tutti, ancora una volta, c’è stato soltanto lui: Tadej Pogačar, dominatore assoluto e ormai uomo simbolo della Strade Bianche.
DICHIARAZIONI
Pochi secondi dopo aver tagliato il traguardo, il vincitore della Strade Bianche Crédit Agricole Tadej Pogacar ha dichiarato: “E’ doveroso ribadire i ringraziamenti alla squadra. I miei compagni hanno svolto un lavoro incredibile fin dall’inizio, controllando la fuga e imponendo un gran ritmo. Sono felice di aver vinto, soprattuttto per loro. Paul Seixas ha cercato di seguirmi sul Monte Sante Marie, non è stato facile distanziarlo. Mi sono detto che sarei dovuto andare a tutta fino in cima e così è stato. E’ il modo migliore di iniziare la stagione”.
(Ph LaPresse)