In biblioteca, di solito, si alza il livello culturale. Sabato, invece, potrebbe alzarsi anche il livello di guardia. La presentazione del libro “Lo scandalo Israele” del giornalista David Parenzo, in programma il 31 gennaio alle 11 nella sala storica degli Intronati in via della Sapienza, è diventata nelle ultime ore un caso di ordine pubblico: dopo la lettera aperta inviata dall’associazione AllertaMedia e sottoscritta da diverse sigle associative e singole persone, l’appuntamento si avvicina in un clima particolarmente teso. Secondo quanto trapela, le forze dell’ordine saranno mobilitate e non si esclude un presidio di polizia all’interno e all’esterno della sala con l’ipotesi di una biblioteca “blindata” per garantire lo svolgimento dell’evento in sicurezza. Al centro della vicenda c’è il nodo – delicato – del rapporto tra libertà di espressione, opportunità istituzionale e pluralismo in un luogo pubblico di cultura.
La contestazione e la risposta di Ascheri
La lettera aperta promossa da AllertaMedia contesta l’iniziativa non sul piano della libertà di espressione in sé, ma sull’opportunità etica e sulla scelta di collocare l’incontro in prossimità della Giornata della Memoria. I promotori della missiva chiedono, in sostanza, che il dibattito venga riequilibrato includendo anche voci che rappresentino le ragioni palestinesi, oppure che si prevedano momenti aggiuntivi di confronto. Il presidente del CdA, Raffaele Ascheri, interpellato da Radio Siena Tv risponde rivendicando il dialogo, lo spazio al pubblico e il confronto: “Per quanto riguarda l’evento di sabato, come sempre in sala storica, è possibile intervenire, fare domande e condividere considerazioni direttamente con l’ospite”. Un passaggio che, nella prospettiva della Biblioteca, colloca l’appuntamento sul terreno della discussione pubblica regolata: presentazione del libro e, a seguire, interlocuzione con i presenti. Ascheri poi annuncia: “Essendo già tutto programmato e calendarizzato a febbraio, ho dato disponibilità per sabato 7 marzo, ad aprire la Biblioteca per un nuovo evento. Se questo comitato desidera organizzare un incontro, chiedo che mi indichino una figura di riferimento: sarà poi mia cura invitarla”. L’idea è quella di un appuntamento ad hoc con “un intellettuale, uno storico, o comunque un esperto”, che possa “presentare e argomentare il punto di vista palestinese, come rivendicato”. Per Ascheri, “si tratta di una richiesta assolutamente ragionevole”.
“Più apertura di così…”
Il presidente della Comunale conferma che “la biblioteca è pluralista e disponibile a ospitare l’evento” e ribadisce la disponibilità a collocarlo su un piano di parità di condizioni: “Si tratterebbe dello stesso luogo, con la stessa tempistica e con le stesse modalità”. Da qui la rivendicazione di un criterio: “Ritengo che, in termini di pluralismo, più di quanto stiamo garantendo non sia possibile. Più apertura di così, sinceramente, non so come si possa fare”.
Raffaele Ascheri entra anche nel merito pratico: “Che potessero esserci problemi lo avevamo messo in conto. L’importante è garantire la molteplicità di voci”, osserva, ma precisa: “Non è possibile, a tre giorni dall’evento, cambiare il calendario e invitare altri: non si può. Al di là di aggiungere un’ulteriore data, non vedo altre soluzioni praticabili”. Il presidente sottolinea anche un punto spesso richiamato nel dibattito: l’ospite viene a presentare un libro e non a tenere una conferenza. E ribadisce la missione dell’istituzione respingendo l’idea di paletti o chiusure: “La biblioteca resta un luogo privilegiato di confronto tra idee e visioni diverse. Nel rispetto del pluralismo, qui non si è mai censurato nessuno: tutti sono i benvenuti. Credo che molti di quelli che hanno scritto la lettera non abbiano mai frequentato gli eventi in sala storica altrimenti avrebbero visto direttamente come si svolgono: sempre all’insegna della democrazia e dell’apertura”.