Siena, tiglio di San Domenico: tecnici al lavoro, ipotesi fungo nel fusto

Attesi nuovi e definitivi rilievi: possibile carie del legno dopo rami caduti e inclinazione della pianta. Verifiche anche su altre alberature, in via Diaz fungo visibile su un leccio

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 14 Febbraio 2026 alle 17:00

Siena, tiglio di San Domenico: tecnici al lavoro, ipotesi fungo nel fusto
Il tiglio secolare di San Domenico risalente all’800, dopo i rami caduti e l’inclinazione che ha sorpreso residenti e passanti, continua a essere sotto osservazione. Anche questa settimana i tecnici del Comune sono tornati a monitorare la pianta, mentre l’assessorato all’ambiente attende i rilievi definitivi prima di indicare una linea d’intervento.

Il tiglio secolare a San Domenico

 

Nel frattempo, però, un elemento in più si è affacciato nel quadro di valutazione: all’interno del fusto ci sarebbero problemi importanti, compatibili con l’azione di un fungo capace di intaccare la struttura del legno. L’ipotesi è quella di una carie in corso, da confermare con uno studio specifico. È un passaggio tutt’altro che secondario, perché i funghi xilofagi – quando attecchiscono – si alimentano di lignina e cellulosa, scavando letteralmente la resistenza del tronco: fuori l’albero può continuare a sembrare “in forma” e a produrre gemme, dentro può diventare fragile, a volte perfino friabile. Ed è proprio questo che le verifiche dovranno chiarire: se il decadimento sia reale, quanto sia esteso e quale margine ci sia per non abbatterlo.
I segnali, intanto, non vengono ignorati. La caduta dei rami e la piega del tiglio hanno acceso l’allarme sulla stabilità, ma al momento non esiste una decisione formale sul destino della pianta. La procedura, spiegano fonti tecniche, resta quella già indicata nei giorni scorsi: prima i dati, poi le valutazioni, infine l’eventuale scelta tra potature, consolidamenti o altre misure. L’abbattimento richiederebbe motivazioni tecniche puntuali e una decisione tracciabile.

L’albero in viale Diaz attaccato dal fungo

 

San Domenico non è però un caso isolato. In queste settimane il Comune sta verificando anche altre alberature cittadine che mostrano criticità. In viale Diaz, ad esempio, uno dei bellissimi e storici lecci presenta la presenza di un fungo visibile anche a occhio nudo: un promemoria concreto di come certe infezioni non siano sempre “spettacolari” come in foto scientifiche, ma possano comparire in città e progredire in silenzio. È la stessa dinamica che preoccupa gli agronomi: spesso i marciumi si sviluppano nelle parti interne non più attive del legno, lasciando a lungo intatta la porzione che trasporta acqua e nutrienti. Risultato: l’albero continua a vegetare, mentre la sua tenuta meccanica può indebolirsi.
Per ora la parola chiave resta prudenza. Piazza San Domenico rimane interdetta nella porzione già chiusa, in attesa delle analisi che diranno se il tiglio sia recuperabile e con quali interventi. Siena, intanto, si ritrova a fare i conti con una regola semplice del verde urbano: la bellezza non basta, la sicurezza nemmeno si improvvisa. Qui decide la prova dei fatti – e del legno.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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