Un divieto di avvicinamento con raggio di 1.000 metri e l’allontanamento dalla casa familiare. È questo, allo stato, il perimetro fissato ieri mattina dal Tribunale di Siena al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Simone Spina, nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Silvia Benetti, c’è una vicenda che – secondo l’impostazione accusatoria – si sarebbe sviluppata nel tempo dentro le mura domestiche, in un comune vicino Siena, e che avrebbe coinvolto una coppia: entrambi stranieri, con una figlia minorenne.
Le accuse: maltrattamenti e lesioni
All’uomo cinquantenne vengono contestati due capi d’imputazione. Il primo riguarda l’ipotesi di maltrattamenti contro familiari e conviventi, aggravata dalla presenza della minore in alcune occasioni. Secondo gli atti, dal 2021, anno d’inizio della convivenza in Italia, la donna sarebbe stata sottoposta ad un clima di umiliazioni, aggressioni verbali e violenze fisiche, con conseguenze indicate come stato di sofferenza, prostrazione e timore.
Tra gli episodi riportati: una lite nell’aprile 2022 per l’acquisto di una pagnotta di pochi euro, durante la quale la donna più giovane di quasi venti anni sarebbe stata colpita con uno schiaffo e percossa con una scarpa; un’altra occasione nel 2022 in cui, sempre secondo l’accusa, dopo un diverbio l’uomo le avrebbe stretto il collo, sbattuto la testa contro un muro e colpito il volto con un pugno. Viene inoltre indicato un episodio nel 2025: al termine di una discussione, e alla presenza della figlia, la donna sarebbe stata afferrata per il collo e colpita con la testa contro un armadio.
Nel quadro accusatorio compare anche il tema di rapporti sessuali imposti, descritti come quotidiani a partire dal 2022, con la pretesa che la donna rimanesse incinta e con l’idea che fosse “il marito” a decidere tempi e modalità (“ti ho portato in Italia, ti ho salvato la vita”): circostanza che, se accertata, rientrerebbe nella ricostruzione complessiva dei maltrattamenti.
Il secondo capo riguarda le lesioni personali, con aggravanti richiamate in relazione al contesto di maltrattamenti. L’episodio indicato è datato 27 gennaio 2026: secondo la contestazione, dopo una discussione legata al rientro a casa, l’uomo avrebbe afferrato la moglie per il collo e l’avrebbe colpita con un pugno alla tempia. Alla donna sono state attribuite lesioni definite come “trauma cranico e spalla destra”, con prognosi di 10 giorni.
L’udienza di ieri e la difesa
Ieri mattina, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Spina, passaggio previsto quando vengono applicate misure cautelari. L’uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, è assistito dall’avvocato Angelo Greco del foro di Siena che in udienza ha seguito con attenzione il confronto sugli atti e sulle esigenze cautelari, insistendo sui profili di garanzia e sulla correttezza del perimetro delle misure. Il procedimento è ora incardinato davanti al Tribunale di Siena. Le misure in vigore – divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con distanza minima di 1.000 metri e allontanamento dall’abitazione – mirano a prevenire contatti e ulteriori situazioni di rischio nella fase delle indagini. Come sempre in questi casi, le contestazioni della Procura dovranno essere verificate nelle sedi e nei tempi del processo, nel contraddittorio tra accusa e difesa.
