Vincenzo Bocciarelli, direttore dei Teatri di Siena, è in piena fase di scouting per definire la programmazione dei prossimi mesi, la stagione teatrale 2026-27 e l’estate 2026. Intervenuto in diretta a ‘Buongiorno Siena’ ha spiegato che la chiave è un approccio rigoroso e quotidiano, capace di tenere insieme artisti, pubblico e visione culturale della città.
“Quando si lavora con professionalità e con metodo i risultati arrivano. È un work in progress: organizzazione, mente lucida e studio del linguaggio. Il pubblico è in continua trasformazione: tra un anno saremo già diversi da oggi. Per fortuna i risultati ci sono.”
Artisti coinvolti e sale piene
Gli ultimi mesi hanno visto un susseguirsi di protagonisti sui palchi del Teatro dei Rinnovati e del Teatro dei Rozzi, oltre che nella stagione estiva: un entusiasmo che, sottolinea il direttore, sta contagiando il sistema cittadino.
“Tanti protagonisti hanno calcato i palcoscenici dei Rinnovati, dei Rozzi e della stagione estiva. L’energia degli artisti a Siena si sente.”
Carnevale a Siena: “Mi ci gioco la maschera” (12–17 febbraio)
Parte il cartellone diffuso dedicato alle famiglie e non solo. Giovedì grasso si apre in Piazza del Campo con una giornata di giochi per i più piccoli, poi appuntamenti tematici – “Mi ci gioco i colori”, “Mi ci gioco la musica”, “Mi ci gioco il sorriso” – fino agli “Innamorati” di Goldoni al Teatro dei Rinnovati, con una sorpresa golosa per il pubblico. Gran finale martedì 17 in Piazza del Campo con la Commedia dell’Arte: da Arlecchino a Peppe Nappa, per un messaggio di pace e d’amore. In programma anche Roberto Scorzio, artista che ha fatto della maschera il filo rosso della sua carriera.
“Partiamo con i più piccoli, poi via via fino al martedì grasso: la Commedia dell’Arte in piazza, da Arlecchino a Peppe Nappa, per la pace e per l’amore. E ospiti che hanno sempre lavorato attraverso la maschera, in tutte le sue sfumature e declinazioni.”
Tradizione e buon gusto: l’invito ai senesi
Bocciarelli punta su un Carnevale identitario, capace di dialogare con la storia della città e con l’immaginario popolare.
“La mia gioia più grande sarebbe vedere, martedì 17, tutti i senesi in Piazza del Campo vestiti in stile veneziano, per condividere un momento di divertimento e spensieratezza. Purché non siano maschere ‘brutte’: sempre all’insegna del buon gusto. Per me Arlecchino è un viaggio nel nostro retaggio storico. Il buon gusto è fondamentale: ce lo ricorda continuamente la città, nel suo splendore architettonico”.
Un omaggio alla perfezione di Piazza del Campo
Tra gli ospiti della stagione, Gabriele Lavia ha lasciato una lezione che il direttore rilancia come manifesto.
“Lavia ha parlato della perfezione della nostra piazza, dove tutto è in perfetta proporzione: un omaggio ai grandi architetti della storia di Siena. Dobbiamo essere all’altezza di chi l’ha resa unica.”