Siena:al Santa Maria della Scala la mostra internazionale su Wagner

Il Presidente del Santa Maria della Scala a Bayreuth per la mostra su Wagner "Siena al centro del progetto internazionale 2027"

Di Redazione | 20 Marzo 2026 alle 13:00

Siena:al Santa Maria della Scala la mostra internazionale su Wagner

Il Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Cristiano Leone, si è recato a Bayreuth (Germania) per una missione istituzionale presso il Richard Wagner Museum, centro di riferimento internazionale per la storia e la costruzione dell’opera wagneriana. La visita ha avuto l’obiettivo di consolidare il dialogo avviato con l’istituzione tedesca, conoscere i vertici del museo e rappresentare, in tale sede, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione nell’ambito dello sviluppo della mostra internazionale prevista a Siena nel 2027.

All’incontro hanno partecipato il direttore del museo, dottor Sven Friedrich, e i curatori Jérôme Delaplanche e Dagmar Thieler. La riunione è stata dedicata all’avanzamento dei contenuti scientifici e delle linee progettuali della mostra: “Wagner, Parsifal e l’Italia. Siena all’origine dell’immaginario visivo di un’opera leggendaria”.

L’evento rappresenta uno dei progetti cardine della programmazione futura del Santa Maria della Scala e intende porre Siena al centro di una riflessione europea sul rapporto tra musica, arti visive e immaginario simbolico tra Otto e Novecento, con un focus specifico sul ruolo dell’Italia – e in particolare di Siena – nella genesi visiva e spirituale del Parsifal.

Nel corso degli incontri a Bayreuth, il Presidente Leone ha condiviso la visione e le priorità istituzionali della Fondazione, contribuendo a definire l’impianto complessivo del progetto e le successive fasi di lavoro in stretta collaborazione con il Richard Wagner Museum e i curatori.

“Ho aperto questo incontro – sottolinea Leone – parlando di Siena e della storia quasi millenaria del Santa Maria della Scala: per me è stato un momento di grande emozione e di orgoglio. Essere a Bayreuth, nel luogo più sacro della creazione di Wagner, e pronunciare il nome di Siena all’inizio di questo dialogo ha un significato profondo. Siena è protagonista della grande storia della cultura europea. La sua luce, il suo spazio, la sua architettura hanno inciso in modo concreto nella visione di Wagner. La mostra che stiamo costruendo – prosegue il Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala – nasce da questa consapevolezza: rende visibile il ruolo determinante di Siena nella concezione del Parsifal e la pone al centro di un progetto internazionale costruito con il contributo di curatori di altissimo livello. Questo lavoro prende forma giorno dopo giorno, con cura e responsabilità, da parte mia come garante istituzionale e da parte di tutta l’équipe. Lo dedichiamo alla città, ai suoi cittadini, e alla costruzione di progetti che diano forza, senso e continuità al nome di Siena nel mondo” conclude Cristiano Leone.

Curata da Jérôme Delaplanche e Dagmar Thieler, la mostra sarà dedicata a Parsifal, l’ultima opera di Richard Wagner, concepita come una “sacra rappresentazione scenica” in cui musica, architettura e visione confluiscono in un’esperienza totale.

Un nucleo centrale sarà riservato al rapporto tra Wagner e l’Italia, con particolare attenzione al soggiorno a Siena nel 1880: la visita al Duomo suscitò un’impressione profonda che contribuì a ispirare l’immagine del Tempio del Graal, cuore simbolico dell’opera.

Il percorso espositivo presenterà numerose opere provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali e proporrà un allestimento multisensoriale, costruito sul dialogo tra arti visive, musica e dispositivi scenici, offrendo una lettura della fortuna visiva del Parsifal e del suo impatto sull’arte europea tra Otto e Novecento.

La missione a Bayreuth costituisce una tappa significativa del percorso già avviato dal Santa Maria della Scala per lo sviluppo di progetti di respiro internazionale, radicati nella storia e nell’identità culturale di Siena, e conferma l’impegno della Fondazione nel promuovere collaborazioni autorevoli a livello europeo.



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