Simboli e scritte violente in un bagno della scuola Papini di Castelnuovo, 'Il Muro e La Crepa': "Non abituiamoci all'odio"

L'Associazione 'Il Muro e la Crepa" rivolge un appello a tutta la cittadinanza: "La scuola è il cuore della nostra comunità. Proteggiamo i valori che ne sono alla base!"

Di Redazione | 14 Marzo 2026 alle 19:00

Simboli e scritte violente in un bagno della scuola Papini di Castelnuovo, 'Il Muro e La Crepa': "Non abituiamoci all'odio"

L’Associazione “Il Muro e La Crepa” di Castelnuovo Berardenga rivolge un appello alla cittadinanza e in particolare ai genitori degli alunni dell’Istituto Papini di Castelnuovo, in seguito al ritrovamento di una svastica e altre scritte che richiamano a disvalori di intolleranza e violenza in un bagno della scuola. Affinché non si derubrichino come al solito a semplici ragazzate.

“Recentemente, nell’Istituto scolastico di Castelnuovo, sono apparsi simboli e scritte che non avremmo mai voluto vedere. Segni che richiamano intolleranza, autoritarismo, razzismo e violenza.

Gli autori di questi gesti sono ragazzi giovanissimi. I loro scarabocchi non nascono nel vuoto: sono il riflesso speculare di ciò che il contesto circostante trasmette loro. I nostri figli respirano l’aria che noi prepariamo per loro; sono immersi in un flusso costante di messaggi provenienti dai social media e dai mezzi di informazione, un bombardamento di contenuti che troppo spesso esalta la violenza, la discriminazione e la legge del più forte.

Ciò che preoccupa non è solo il gesto in sé, ma la reazione (o meglio, la mancata reazione) della nostra comunità. Siamo rimasti sostanzialmente silenti. Questo silenzio rischia di essere interpretato come indifferenza o, peggio, come una tacita accettazione.

Non possiamo permettere che l’odio diventi un “rumore di fondo” a cui abituarsi.

La soluzione non risiede unicamente nelle misure punitive che la scuola prenderà. Se vogliamo davvero cambiare rotta, dobbiamo interrogarci come adulti su quali valori stiamo trasmettendo quotidianamente, se siamo in grado di fare da filtro critico rispetto a ciò che i ragazzi assorbono online, su come possiamo fornire loro gli anticorpi necessari per rigettare la violenza e farsi portatori di valori opposti.
È necessario che questo episodio diventi lo spunto per una riflessione collettiva. Proponiamo un momento di confronto aperto tra le famiglie e uno tra famiglie e la comunità educante dell’Istituto Comprensivo. Per costruire insieme una strategia educativa incisiva.

Dobbiamo impegnarci a promuovere, in modo profondo e coerente, i pilastri del nostro vivere civile, ovvero il rispetto della diversità come ricchezza, non come minaccia, la Solidarietà, la libertà e l’uguaglianza come diritti universali, la cultura della Pace, in un momento storico che sembra averla dimenticata. Non lasciamo che i nostri ragazzi crescano in balia di algoritmi e slogan d’odio. Riprendiamoci il nostro ruolo di guide, capaci di contrastare il degrado culturale con un approccio educativo presente, consapevole e coraggioso.

La scuola è il cuore della nostra comunità. Proteggiamo i valori che ne sono alla base!”

 



Articoli correlati