L’azienda Capaccioli di Sinalunga è sull’orlo della messa in liquidazione, a meno di 20 giorni dall’avvio del percorso di composizione negoziata della crisi. Un esito che ha gettato nello sconforto e nella preoccupazione i 40 lavoratori che questa mattina hanno svolto un presidio di fronte all’azienda.
Dopo l’improvviso cambio di rotta da parte dell’impresa, arrivato a pochi giorni dal tavolo regionale nel quale era stata condivisa la scelta di ricorrere appunto alla composizione negoziata della crisi. Una decisione che rischia ora di vanificare il percorso avviato e di lasciare senza certezze dipendenti e famiglie. Non solo, la liquidazione segnerebbe la fine di ogni prospettiva industriale non solo per l’azienda, ma anche per l’indotto che ruota attorno ad essa.
“Non si chiude qui nel senso che continueremo ovviamente a rappresentare ad accompagnare i lavoratori in questo che è un percorso che ha una fine certa per quanto riguarda la posizione lavorativa presso la Capaccioli – spiega Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena -. Cercheremo in questo percorso di non far perdere nulla ai lavoratori, di dargli comunque un paracadute economico, attraverso anche il ricorso ad ammortizzare futuri straordinari per cessazione. Per non lasciare nessuno in in difficoltà e per non far perdere a neanche un lavoratore tutte le spettanze che ancora devono avere”.
“A questo punto rimane solo da aspettare le decisioni del giudice – aggiunge Milo Bardelli della Fiom Cgil di Siena -. I ragazzi, i lavoratori, rimangono in attesa di queste decisioni che, purtroppo però, noi diamo ormai per scontate, non saranno affatto positive sul futuro aziendale e sul futuro dei posti di lavoro in questa azienda. L’amarezza è grossa, è palpabile con mano da parte di tutti i lavoratori”.
E proprio da parte dei lavoratori della Capaccioli parte un appello a tutte le altre aziende del territorio: “Noi siamo disponibili per un nuovo lavoro e attendiamo risposte tramite i curricula che mandiamo o tramite applicazioni e LinkedIn – sottolineano Francesco Dionisi, Sofia Falaschi e Milena Miccio -. L’azienda Capaccioli è arrivata al suo finale brutto, ma purtroppo le cose stanno così. Il sindacato ha fatto il suo dovere. Le mie colleghe delle Rsu hanno fatto anche loro, compreso me, tutto quello che potevamo. Abbiamo lottato fino all’ultimo, qualcosa abbiamo ottenuto e ora mettiamo in mano tutto al colpo di fortuna, chiamiamolo così, perché abbiamo tante cose da prendere”.