È arrivata l’ufficializzazione della messa in liquidazione della Cappaccioli. Con il provvedimento è stato anche nominato il curatore, figura che avrà ora il compito di prendere visione dello stato dell’azienda e definire i passaggi successivi della procedura.
A spiegarlo è Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom Cgil Siena, che sottolinea come il confronto con il curatore sarà decisivo soprattutto per chiarire le spettanze arretrate dovute ai lavoratori. “Dopo aver valutato la situazione aziendale – afferma – potrà essere definito il percorso della liquidazione anche in relazione a quanto i lavoratori devono ancora ricevere”.
Resta forte, però, il rammarico del sindacato per un esito che, secondo Miniero, non era inevitabile. “Con un piccolo sforzo e un po’ di volontà – sostiene – si sarebbe potuto arrivare a un epilogo differente. Invece, per l’ennesima volta, prende il sopravvento la logica del profitto”.
Una decisione che pesa non solo sui dipendenti coinvolti, ma sull’intero territorio. Per questo la Fiom Cgil richiama istituzioni e parti sociali a una riflessione più ampia: “Vista la sofferenza del territorio – conclude Miniero – è necessario fermarsi e ragionare sui percorsi da costruire per dare risposte concrete a questi lavoratori e a tutti coloro che, in altre realtà, stanno vivendo crisi aziendali simili”.
La vertenza Cappaccioli si inserisce così in un quadro più ampio di difficoltà industriali che continuano a colpire l’area di Siena, rilanciando il tema delle politiche industriali e della tutela dell’occupazione.
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Sinalunga, Cappaccioli in liquidazione. Fiom Cgil: “Servono risposte concrete per i lavoratori e il territorio”
Rammarico da parte del sindacato
Di Redazione | 27 Gennaio 2026 alle 16:30
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