Edo Zacchei, primo cittadino di Sinalunga, fa il punto sulla vicenda del salumificio ‘Frutti dei Sogni’ di Rigomagno e sull’intenzione da parte del gruppo Beretta di trasferire l’attività a Pistoia. Una notizia che arriva dopo mesi in cui il territorio, anche grazie alla sua posizione strategica, aveva registrato segnali positivi sul fronte economico e turistico.
“È ufficiale la notizia che è circolata in questi giorni, ne prendiamo atto – dice il sindaco -. Vedremo nei prossimi giorni, nei confronti con la proprietà, se veramente c’è questa intenzione, ma sembrerebbe di sì. Le organizzazioni sindacali hanno attivato il tavolo di crisi regionale, già convocato per il 24 marzo, dove il Comune prenderà contezza del quadro e proverà a incidere per quanto di propria competenza”.
La prima preoccupazione riguarda i posti di lavoro. Il sito sinalunghese avrebbe una data di chiusura indicata nel 30 giugno.
“Si parla di 27-29 dipendenti interessati. Non è un’azienda piccola e la preoccupazione è tanta”.
Una chiusura che arriva non per problemi di liquidità, bensì di scelte industriali.
“È una riorganizzazione aziendale, un accorpamento del lavoro per ridurre i costi di produzione. Per noi questa soluzione non è accettabile: faremo di tutto per cercare di mantenere l’azienda sul territorio”.
Zacchei riconosce che le leve di un’amministrazione, di fronte a scelte proprietarie, sono limitate. Ma il Comune è pronto a ogni possibile azione di supporto e facilitazione, forte anche di una posizione logistica favorevole e di un tessuto economico che regge.
“Poco si può fare se non lavorare sulla sensibilizzazione e mettere a disposizione quello che è nel nostro perimetro. Non è un problema con l’amministrazione: è una razionalizzazione interna all’azienda”.
Ai dipendenti, Zacchei chiede sangue freddo e fiducia nelle prossime settimane, garantendo il massimo impegno istituzionale e ricordando le opportunità offerte dal territorio.
“State tranquilli: vediamo cosa viene fuori dal tavolo, poi si deciderà. Il tessuto locale offre opportunità e credo ci sia la possibilità di ricollocarsi: spesso gli imprenditori cercano personale. Ma lottiamo fino alla fine per mantenere quest’azienda qui”.
Se l’ipotesi di trasferimento dovesse concretizzarsi, resta aperta la questione del sito produttivo e la possibilità di un subentro industriale.
“Una location così non deve rimanere vuota. Potrebbero esserci interessamenti di altri privati per continuare un’attività di quel tipo. Per ora lottiamo per non farli andar via, poi vedremo. Faremo di tutto per tenere lavoro e impresa a Sinalunga”.