Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso gli sprechi alimentari. Un problema moderno che non a caso gli abitanti di Siena cercano di risolvere anche con le nuove tecnologie: più di uno su tre (36%) infatti si dice interessato ad app che permettono, ad esempio, di comprare a prezzi inferiori prodotti agroalimentari invenduti, o imperfetti o prossimi alla scadenza, e un ulteriore 20% ha già avuto esperienza di questi strumenti.
Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura e alle abitudini d’acquisto. Un dato importante, che sottolinea una sensibilità verso cui anche la pandemia di Covid-19 può aver contribuito.
Oltre alle app, i senesi cercano di limitare gli sprechi anche con metodi più tradizionali: il 56% investe tempo per fare dettagliate liste della spesa così da comprare solo il necessario, il 54% dichiara di controllare sempre le scadenze dei prodotti agroalimentari e oltre uno su cinque (22%) fa più volte la spesa in settimana per evitare di accumulare troppi prodotti in casa.
Anche per quanto riguarda la conservazione degli alimenti, i senesi usano strategie semplici ma efficaci, come conservare e, quando possibile, congelare il cibo che non si consuma subito (34%).
Una coscienza, questa, che abbraccia anche i prodotti “meno belli” a vedersi: ben il 54% non trova problemi nell’acquistare di norma prodotti dell’agricoltura con piccole imperfezioni, come frutta e verdura con ammaccature o dimensioni diverse da quelle tradizionali. Anzi: per quasi uno su quattro (24%), i consumatori sono oggi troppo esigenti nel volere solo prodotti perfetti.
Ma l’attenzione alla sostenibilità è una “richiesta” che i consumatori fanno alle stesse aziende, tanto che più di uno su tre (42%) tende a premiare nei suoi acquisti quelle che si mostrano più sensibili.
Perché oggi le imprese, confermano gli abitanti di Siena, hanno una grande responsabilità verso l’ecosistema ambientale e sociale. Ma in che modo possono fare la propria parte? Secondo il 54% potrebbero trovare canali di vendita dedicati per i prodotti imperfetti per ridurre gli sprechi mentre il 34% ritiene che sia importante che i produttori ottimizzino l’uso di risorse energetiche e idriche. Un ulteriore 30% vede nelle campagne di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico l’attività più importante mentre il 18% pensa a iniziative che coinvolgano produttori e associazioni a sostegno dei meno abbienti, coniugando così la lotta allo spreco all’aiuto dei più deboli.