Un lungo periodo di messaggi incessanti, richieste fuori luogo e presenze indesiderate si è chiuso ieri mattina nelle aule del Tribunale di Siena. Il protagonista, un 35enne originario della zona del Chianti, ha scelto la via del patteggiamento davanti al giudice per l’udienza preliminare Sonia Caravelli, con l’accordo della pubblica accusa rappresentata dal pm Valentina Magnini. L’uomo, difeso dagli avvocati Maurizio Forzoni e Tommaso Bartalini, è stato condannato a un anno e due mesi, pena sostituita con 850 ore di lavoro di pubblica utilità.
Una vicenda iniziata nell’autunno del 2022, quando tra la coppia residente nel Chianti e l’imputato nascono i primi rapporti, apparentemente cordiali. Ben presto, però, la situazione degenera: il giovane comincia a manifestare una presenza costante nella vita dei due, con frequenti messaggi – a volte decine al giorno – e richieste insistenti di incontrarsi. Il disagio cresce, soprattutto quando la donna, all’epoca in gravidanza, si trova destinataria di attenzioni sempre più pressanti: richieste di fotografie, tentativi di contatto fisico, e continue comunicazioni su ogni piattaforma disponibile.
Non si ferma ai social network: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si presenta fisicamente nei luoghi abitualmente frequentati dalla coppia, dai ristoranti ai cinema, persino fuori dalla caserma dei carabinieri, dove la donna si era recata per chiedere aiuto. Non mancano episodi di pedinamento e la comparsa di lettere nella loro cassetta della posta.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Siena, portano all’adozione di misure cautelari: per il 35enne scatta il divieto di avvicinamento e l’obbligo del braccialetto elettronico. Un incidente probatorio viene disposto per cristallizzare le accuse di stalking aggravato, dato lo stato di gravidanza della vittima.
Ieri mattina, la decisione: patteggiamento e lavori socialmente utili presso un’associazione locale. Un epilogo che chiude, almeno sul piano giudiziario, quasi due anni e mezzo di tensione e preoccupazione per la coppia chiantigiana. La sentenza segue il consenso del pm e accoglie la richiesta della difesa.