Statuto Biotecnopolo, Bezzini: "Spero non sia una messa in scena, temo l'affossamento"

L’assessore regionale Simone Bezzini commenta ai nostri microfoni la notizia dell’approvazione del nuovo statuto del Biotecnopolo: "Timore forte che il centro nazionale contro le pandemie non veda la luce"

Di Simona Sassetti | 20 Aprile 2024 alle 18:30

“Io voglio sperare con tutto il cuore che tutto ciò non sia una messa in scena per nascondere l’affossamento del centro nazionale anti pandemico, perché io ho questo timore. Spero di sbagliarmi, però non vorrei che tutto questo serva a nascondere il fatto che il Governo non vuol far nascere il centro nazionale contro le pandemie, così come ha messo in un cassetto il piano anti pandemico predisposto dal Ministro Schillaci. Spero di essere smentito”.  Così l’assessore regionale Simone Bezzini commenta la notizia dell’approvazione del nuovo statuto del Biotecnopolo. Statuto che, secondo quanto si apprende, prevedrebbe che Tls venga demansionata da socio fondatore a socio semplice. Una decisione che potrebbe addensare nuove nubi sul futuro di Toscana Life Sciences ma, in attesa di maggiori chiarimenti, anche Bezzini chiede al Governo di dipanare queste nubi. “Su Tls si tratterà di guardare le carte – risponde Bezzini -, bisognerà comprendere quale rapporto ci sarà fra Biotecnopolo e Tls, ma il punto vero resta se dentro al Biotecnopolo ci sarà il centro nazionale contro le pandemie. Sono stati tolti 135 milioni di euro, ne restano 200 milioni per quel centro. Poi ce ne sono 35 mln per il Biotecnopolo, ma la parte più importante delle risorse sono per il centro nazionale contro le pandemie. Queste risorse vanno spese e rendicontate entro giugno 2026, quindi il mio timore che questo progetto non veda la luce è forte e che al massimo si inventeranno qualcosa per salvarsi la faccia con le briciole per il Biotecnopolo”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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