Stretta del Governo su criminalità minorile, Milone a Siena Tv: "Prevenzione e dialogo. Reati e social, il silenzio può spegnere certi fenomeni"

Il punto del Questore: "A Siena reati predatori e nel weekend tanti giovani dall'hinterland tra risse e sballo alcolico, ma fenomeno contenuto. Criminalità minorile e social, si cerca la fama effimera e di diventare protagonisti, invece si deve ignorare, il silenzio può spegnere il fenomeno"

Di Redazione | 9 Settembre 2023 alle 18:15

Stretta sulla microcriminalità minorile da parte del Governo Meloni, è stato approvato il deceto “anti baby gang”, sulla scorta dei gravi fatti di Palermo e Caivano: sarà più facile per i minori finire in carcere, dal momento che la misura della custodia cautelare scatta quando la pena prevede 6 anni, prim erano 9, poi stop ai cellulari in caso di condanna anche non definitiva, imputabilità dei 12enni, e provvedimenti per i genitori che non mandano i figli a scuola.

Una tematica di respiro nazionale, quella del microcriminalità giovanile, che ha toccato da vicino anche Siena, basti pensare al caso della banda di minori che nel 2020 imperversava in città tra risse, rapine e pestaggi, e quello della baby gang al femminile. 

E’ il Questore di Siena Pietro Milone, da sempre attento alla questione devianze giovanili e all’importanza delle misure preventive, a commentare dunque le novità introdotte dal decreto.

“C’è un’emergenza generale, i dati sono chiari, da sempre noi stiamo attenti ai comportamenti dei ragazzi e alle devianze giovanili – spiega a Siena Tv – c’è una moda recente di spettacolarizzare certi eventi, si chiamano a raccolta gli amici, si fanno i video e si condividono sui social, a Siena ci siamo passati pure noi con due baby gang, sia maschile che femminile. Spero che il provvedimento sia esemplare, le misure servono in chiave preventiva, abbiamo ad esempio già adottato un mese fa un daspo urbano nei confronti di un giovane responsabile di alcuni reati di rissa in centro storico, per un anno non può accedere ai pubblici esercizi. Penso comunque che il dialogo sia importante, parliamo con i ragazzi in presenza dei loro genitori, per spiegare il disvalore di certe condotte. Un anno fa inoltre abbiamo avviato un cammino apprezzato nelle scuole, con il progetto “cresci consapevole”, ci rivolgiamo ai ragazzi, dalle scuole medie in su, per far passare messaggi di legalità”.

La situazione su Siena: “Cosa mi preoccupa di più? Certi reati predatori che si sono verificati in città, come la sottrazione di telefoni e di soldi tra minorenni – afferma Milone – in questi casi si crea uno spirito di omertà tanto che i reati non vengono nemmeno segnalati ai genitori. Invitiamo i ragazzi a parlare con i genitori e quest’ultimi a denunciare. C’è poi – aggiunge – il fenomeno dell’aggregazione, le periferie che vengono nella città, sabato e domenica molti ragazzi dell’hinterland senese si ritrovano in centro per divertirsi in modo diverso, spesso fra risse e sballo alcolico. Il fenomeno è contenuto, lo monitoriamo, Siena è piccola e facilmente controllabile” assicura il Questore.

La riflessione sul ruolo dei social network in queste vicende: “Utile ma anche dannoso, quando spettacolarizziamo certi fatti creiamo nocumento – dichiara Milone – ho ancora in testa le frasi dei ragazzi del caso di Palermo che si chiedevano se sarebbero andati a finire nel telegiornale. Si cerca la fama effimera, e di diventare protagonista, invece si deve ignorare, il silenzio può spegnere il fenomeno”.



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