Il futuro della Casa dello Studente di via XXIV Maggio torna al centro del dibattito politico a Siena. I consiglieri comunali di Forza Italia–UdC–Nuovo PSI, Lorenza Bondi e Marco Falorni, hanno presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per chiedere chiarimenti sui tempi di riapertura della struttura, chiusa ormai da anni.
L’iniziativa arriva dopo le recenti dichiarazioni del presidente del DSU Toscana sulla residenza universitaria. Proprio a partire da quelle parole, i due esponenti della maggioranza che sostiene la sindaca Nicoletta Fabio sollecitano indicazioni più precise sul futuro dell’immobile.
La richiesta di tempi certi per la riapertura
“Abbiamo letto con interesse che il presidente del DSU Toscana è tornato a parlare pubblicamente della residenza universitaria di via XXIV Maggio – dichiarano Bondi e Falorni –. A questo punto auspichiamo che lo stesso DSU possa anche fornire una stima dei tempi riguardo alla riapertura”.
L’obiettivo dell’interrogazione è quello di conoscere quali passaggi siano stati avviati dall’ente regionale, titolare della struttura, per riportare in funzione la residenza universitaria.
Una struttura strategica per il quartiere
La Casa dello Studente di via XXIV Maggio disponeva di circa 155 posti letto, un numero che – secondo i consiglieri – rappresentava una presenza significativa non solo per la popolazione studentesca ma anche per la vita del quartiere di San Prospero.
Da un lato viene evidenziato il tema della sicurezza. “Una struttura lasciata per troppo tempo abbandonata – sottolineano – può prestarsi a diventare un ambiente favorevole a occupazioni improprie”.
Dall’altro lato c’è l’impatto economico sul territorio. La presenza degli studenti contribuiva infatti alla vitalità commerciale della zona, mentre la chiusura della residenza avrebbe comportato una diminuzione del movimento e delle opportunità per le attività del quartiere.
L’interrogazione in Consiglio comunale
Proprio per questi motivi Bondi e Falorni hanno depositato l’interrogazione, chiedendo all’amministrazione comunale di relazionare sui rapporti con il DSU Toscana e sugli sviluppi della vicenda.
L’obiettivo, spiegano i due consiglieri, è arrivare a una prospettiva concreta che possa restituire alla città e al quartiere di San Prospero una struttura considerata strategica per la vita universitaria e per l’economia locale.