“La mia candidatura nasce per la Toscana, per rafforzare il collegio nella nostra regione che vive una fase difficile rispetto a tante dinamiche. I pd di Siena e Arezzo mi hanno chiesto di candidarmi, c’è bisogno di un rafforzamento complessivo, metto a disposizione il mio impegno e le mie conoscenze”. Così Enrico Letta, candidato per il centrosinistra, durante il confronto, organizzato oggi da RadioSienaTv e La Nazione alla Camera di Commercio, tra i sette candidati alle elezioni suppletive per il collegio senese-aretino per la Camera dei Deputati del 3-4 ottobre.
Letta ribadisce la sua posizione su Mps, al centro di un negoziato Unicredit-Tesoro: “Il futuro di Mps riguarda Siena e tutta la Regione. Le responsabilità passate sono di tutti, il compito ora è rimboccarsi le maniche e trovare delle soluzioni, la campagna elettorale ha già svolto un compito importante, ovvero impedire che a luglio si concretizzasse una svendita. Oggi siamo in grado di dare un focus nazionale. Il Pd di cui sono segretario è azionista di questo Governo chiamato a decidere, io offro il mio ruolo di segretario, come scudo per la banca. Mps deve avere 4 garanzie: personale salvaguardato, no allo spezzatino, mantenimento marchio e direzione generale a Siena e ruolo del sistema pubblico dentro la banca. Unicredit non a tutti i costi”.
La grande sfida può essere il distretto delle scienze della vita: “Siena ha già oggi molte competenze, può essere capitale italiana ed europea delle biotecnologie – sottolinea Letta – la mia proposta è di chiedere al governo l’impegno per creare un istituto italiano di biotecnologie a livello nazionale. Una scelta per cogliere i fondi europei e creare posti di lavoro ed opportunità. Il distretto non deve essere però alternativo a Mps”.
Le prime cose da fare in caso di elezione: “Dentro al Pnrr c’è una voce di bilancio da un miliardo di euro per il rilancio dei piccoli borghi. Dobbiamo portarla in parte in Toscana, per permettere il ritorno degli esercizi commerciali nei borghi sotto i 500 abitanti. Al centro le ci devono essere le aree montane e più isolate. Poi contenere la piaga degli ungulati, lavoriamo a una proposta di legge nazionale per limitare le distruzioni dei campi coltivati”.