Dal riconoscimento ambientale del Green Leaf Award al rumore delle motoseghe. È questa l’immagine evocata dalle associazioni ambientaliste e dai comitati cittadini che, nella conferenza stampa di questa mattina alla Limonaia del Polo Civile del Tribunale di Siena, hanno annunciato la presentazione di due esposti ai Carabinieri forestali sui recenti tagli di pini in città.
Al centro della denuncia, gli interventi in Piazza d’Armi e al parco “Bernardino Ochino” all’Acquacalda, considerati emblematici – secondo i promotori – di una gestione del verde urbano “sconsiderata” e priva dei necessari requisiti di trasparenza, pianificazione e partecipazione.
“Non siamo di fronte a una semplice cattiva gestione – spiegano le associazioni – ma a scelte amministrative con impatti rilevanti sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico”. Da qui la richiesta di verificare se le procedure adottate dal Comune siano in linea con la normativa vigente e con il principio di tutela del patrimonio collettivo.
Tra i punti più critici evidenziati, la presunta assenza di perizie tecnico-agronomiche che giustifichino gli abbattimenti, la mancata comunicazione preventiva alla cittadinanza e il mancato coinvolgimento delle associazioni, nonostante quanto previsto dal Regolamento comunale del verde approvato nel 2025.
“Siamo stati convocati per il Piano del verde senza alcun preavviso e, soprattutto, dopo che i tagli erano già stati effettuati – denuncia Elisabetta Menchetti dell’associazione La Montagnola Senese -. Parliamo di alberi sani, tra i 60 e gli 80 anni, patrimonio storico della città, abbattuti senza motivazioni documentate e senza valutare soluzioni alternative”.
Menchetti sottolinea anche le conseguenze concrete di queste scelte: “Un albero adulto contribuisce alla qualità dell’aria, crea microclima, riduce il vento e l’impatto del calore. Tagliarli significa aumentare temperature, inquinamento e disagi soprattutto per le fasce più fragili della popolazione”.
Sulla stessa linea Sandro D’Ascenzi di Italia Nostra, che punta il dito contro il mancato rispetto degli strumenti normativi: “A Siena esiste un Regolamento del verde avanzato e un protocollo d’intesa firmato con il Comune, ma nei fatti sono stati disattesi. Il problema è che spesso prevalgono logiche diverse da quelle ambientali, legate a processi di urbanizzazione”.
Le associazioni contestano anche la scelta delle nuove piantumazioni, ritenute non adeguate a sostituire alberature mature in termini di benefici ecosistemici, e sollevano dubbi sull’impatto economico degli abbattimenti, citando studi che evidenziano come la presenza di verde urbano possa aumentare il valore degli immobili fino al 20%.
Nel mirino anche la gestione complessiva del verde cittadino: da un lato l’abbattimento di alberi considerati di pregio, dall’altro la diffusione di specie infestanti e situazioni di degrado nelle aree periferiche.
Particolarmente delicata la situazione del parco Ochino, indicato come “zona cuscinetto” rispetto a un’area naturale protetta: la rimozione di oltre cinquanta alberi, secondo i promotori degli esposti, avrebbe compromesso l’equilibrio ecologico e aumentato l’esposizione al vento e al calore.
Le associazioni chiedono ora l’apertura di una verifica tecnico-amministrativa indipendente, la pubblicazione delle perizie e delle autorizzazioni e l’introduzione di valutazioni integrate per i futuri interventi, oltre a misure compensative per i quartieri più penalizzati.
“La perdita dei pini – concludono – non è solo una questione ambientale: è una questione di diritti, di legalità amministrativa e di tutela del patrimonio dei cittadini”.
