Siamo soddisfatti dell’avvio del tavolo di crisi di settore metalmeccanico per Siena e provincia, un riconoscimento della gravità della situazione e dell’urgenza di intervenire.
Finalmente un tavolo all’altezza delle sfide, che non si limita a discutere piattaforme astratte, ma si impegna a trovare soluzioni concrete per i lavoratori e le lavoratrici colpiti dalle crisi industriali.
Ma è solo un primo passo, e non ci fermeremo qui.
La crisi industriale che sta colpendo il nostro territorio non è un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche e aziendali che hanno privilegiato i profitti rispetto ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Per questo, esigiamo che il tavolo di crisi si traduca in azioni concrete e immediate per la difesa dell’occupazione e la ricollocazione di tutti i lavoratori coinvolti.
In questo contesto, riteniamo fondamentale anche il percorso avviato a livello regionale, dove FIM FIOM UILM Toscana hanno richiesto alla Regione Toscana l’apertura di un tavolo di crisi di settore sull’automotive, comparto strategico anch’esso interessato da profondi processi di trasformazione e rischio occupazionale. E necessario affrontare le crisi con strumenti adeguati e con una visione industriale complessiva.
Apprendiamo con soddisfazione le dichiarazioni di Confindustria che si rende disponibile a tracciare un percorso condiviso con le parti sociali, ma ricordiamo che le parole non bastano: servono fatti. E i fatti devono essere la priorità per la tutela dei diritti dei lavoratori e la crescita del territorio.
In merito alle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico che invita ad evitare tavoli autonomi sul lavoro, riteniamo importante chiarire che sulle specifiche vertenze di categoria, se si vogliono trovare soluzioni serie e concrete nell’interesse dei lavoratori, è opportuno – come si è sempre fatto – aprire tavoli di crisi di settore. Ne è un esempio il tavolo regionale già attivato sul settore moda, che dimostra come questi strumenti siano indispensabili per affrontare crisi complesse con la necessaria competenza e attenzione.
Apprezziamo il protagonismo delle istituzioni tutte, purché si lavori congiuntamente e in modo coordinato, con un unico obiettivo: salvare l’occupazione e difendere il tessuto industriale del territorio senese.
Continueremo a lottare e a mobilitare le lavoratrici e i lavoratori per ottenere risposte concrete e giuste. Il tavolo di crisi è solo l’inizio, e non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto la giustizia sociale e la dignità per tutti.