Si è tenuto ieri, 14 gennaio, l’incontro presso il Mimit in merito alla vertenza TSD.
Il Funzionario ministeriale ha presentato il Commissario straordinario, il Dott. Bernardino Quattrociocchi, nominato dal tribunale di Milano dopo il rigetto del progetto industriale presentato da TSD e il perdurare dello stato di insolvenza, situazione che per le scriventi è la risultante di una gestione fallimentare protratta nel tempo, fatta di promesse e nient’altro, in assenza di qualsiasi prospettiva industriale.
Dopo gli interventi in apertura da parte delle Organizzazioni Sindacali ha preso la parola il Commissario, il quale ha relazionato come il primo obiettivo sia la valorizzazione dell’azienda con un progetto da presentare al Tribunale di Milano che prevede la ripresa della fatturazione ferma da maggio 2025, lo sblocco delle cifre pignorate con le quali pagare il credito d’imposta maturato dai lavoratori nel 2025 a seguito della cassa integrazione, e con l’ammontare restante gestire l’amministrazione dell’azienda ed il completamento di alcune lavorazioni prossime alla conclusione, cose che permetterebbero la conclusione di altri lavori in corso con relativa fatturazione, l’aumento delle commesse tramite interlocuzione con i committenti, a partire da Fibercop, rendendo l’azienda appetibile nel suo complesso per un eventuale compratore, cosa non possibile ora per le condizioni attuali dell’azienda.
Il progetto prevede anche la possibilità nel frattempo di un affitto di tutto il ramo d’azienda ad un’impresa che voglia gestire i cantieri, come fase preparatoria alla successiva messa in vendita competitiva sul mercato. Le organizzazioni sindacali hanno dato totale disponibilità per l’interlocuzione con le committenti, azione che sarà fondamentale per la riuscita del progetto.
La parola passa ora al Tribunale che dovrà decidere, in base alla relazione del Commissario, se autorizzare l’amministrazione straordinaria oppure decretare la fine dell’azienda attraverso la liquidazione.
Il Dott. Quattrociocchi, nell’ambito di questa fase, rispetto all’inizio del suo mandato del 10 dicembre, ha chiesto 60 giorni di proroga al Tribunale per poter realizzare un’analisi dettagliata definendo le possibili azioni di valorizzazione, ma al momento non ha ricevuto risposta.
Il funzionario Ministeriale ha ricordato come l’opacità delle operazioni realizzatesi sin dai tempi di Tim, potrebbero essere oggetto di indagini i cui risvolti in ambito civile o penale non sono da escludere, considerando l’obbligatorietà della verifica di tali comportamenti in capo allo stesso commissario.
Nota di colore, ma sino ad un certo punto, al Ministero si sono presentati l’ex amministratore delegato di TSD ed il proprietario delle quote del gruppo Telnet, ma non sono stati ammessi alla riunione in quanto non aventi nulla a che fare in questa fase specifica, dove la Legge vede nel Commissario nominato dal tribunale l’unico soggetto autorizzato a rappresentare l’azienda.
Le parti sindacali esprimono con amara soddisfazione il passaggio di competenza dagli ex “gestori” all’attuale tecnico individuato dal tribunale, in quanto in fin dall’inizio avevano considerato e denunciato come il progetto industriale fosse fallimentare, e così purtroppo è stato!
Le OO.SS auspicano che tutte le parti in gioco si adoperino perché muti al più presto lo stato delle cose per dare una prospettiva occupazionale reale e dignitosa ai circa 200 lavoratori in cassa integrazione dal marzo 2025 e senza alcuna visibilità sul futuro, e da anni “maltrattati” dai proprietari succedutisi nella gestione dell’azienda.