Si è tenuta questa mattina al terzo piano del Tribunale di Siena la nuova udienza del processo per tentata violenza sessuale relativa ai fatti avvenuti nel 2016 al centro commerciale Porta Siena. Il procedimento si svolge a distanza di dieci anni a seguito della recente localizzazione dell’imputato, rimasto irreperibile per molto tempo, circostanza che aveva determinato la sospensione dell’iter giudiziario. Al centro del procedimento, un uomo di circa 40 anni di origine straniera – assistito dall’avvocato Silvia Pellegrini in momentanea sostituzione dell’avvocato d’ufficio Roberta Cucini – unico imputato dopo la condanna del coindagato nel 2022.
Nella tarda mattinata, davanti al collegio presieduto dal giudice Fabio Frangini (affiancato da Alessandro Maria Solivetti Flacchi e Francesco Picardi), si è aperto il secondo filone del procedimento di due fatti avvenuti all’epoca, a distanza di un giorno l’uno dall’altro, con l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Elisa Vieri.
Secondo la ricostruzione fornita in aula dall’ex sottufficiale dei carabinieri della stazione di Siena Centro, ascoltato come testimone, i militari intervennero dopo la chiamata d’emergenza da parte di un paracadutista che aveva notato atteggiamenti sospetti nei confronti di due giovani donne. All’arrivo delle forze dell’ordine, la situazione era già stata parzialmente riportata alla calma, anche grazie alla presenza del militare che aveva dato l’allarme.
“Ricevemmo la segnalazione di una presunta molestia nei confronti di due ragazze da parte di un uomo che poi scoprimmo essere già noto alle forze dell’ordine per precedenti problematiche”, ha spiegato il carabiniere in aula. “Una volta giunti, abbiamo identificato tutti i soggetti coinvolti: uno di loro era visibilmente in stato di ebbrezza. Le ragazze hanno sporto querela. Contestualmente è stato elevato anche un verbale amministrativo”. Secondo quanto emerso, il militare che aveva richiesto l’intervento aiutò i carabinieri a individuare i presunti responsabili all’interno della struttura.
Il giorno prima, nei pressi di uno sportello bancomat nella zona dello Stellino, i due stranieri avevano preso di mira una ragazza cercando di toccarle il seno e in entrambi i casi, secondo le ricostruzioni, le vittime sarebbero state avvicinate con frasi a sfondo sessuale e tentativi di contatto fisico, respinti grazie anche all’intervento di terzi.
Al termine dell’udienza di stamani, il presidente del collegio ha disposto il rinvio al 17 marzo prossimo, data in cui verrà ascoltato l’imputato. Nell’occasione, potrebbe essere svolta anche la discussione finale con conseguente sentenza. Dopo dieci anni, la vicenda si avvia verso la conclusione davanti al collegio giudicante