Accusato di diffamazione da uno sconosciuto: una terza persona gli avrebbe rubato l’identità per insultare il querelante. Iniziata l’istruttoria dibattimentale, si attende la perizia per stabilire da quale apparecchio è partito l’utilizzo del social
Un cittadino senese sta affrontando un processo con l’accusa di aver diffamato un’altra persona attraverso Facebook. Ma a quanto pare, gli insulti non sarebbero partiti da lui, ma da un account registrato sotto falso nome creato ad arte da terzi. Una vera propria trappola della rete che si è tradotta ora in un’incredibile vicenda giudiziaria.
Il querelante, residente a Milano, sarebbe persona sconosciuta al senese: secondo quest’ultimo, che garantisce di non aver mosso nessun tipo di aggressione verbale online, una terza persona che probabilmente lo conosce ed ha un rapporto non proprio amicali col milanese, gli avrebbe rubato l’identità social per far scattare le offese: parole pesanti, riguardanti alcune condotte lavorative ed economiche del diffamato. Una vicenda assai intricata. Secondo quanto ricostruito dall’avvocato del senese, Vincenzo Bonomei di Torrita, il tutto sarebbe stato orchestrato da qualcuno che ben conosce le pieghe dei vari rapporti personali tra gli elementi in causa.
Uno scherzo infelice e pesante, forse, o il gesto vigliacco tipico del leone da tastiera. Fatto sta che il tutto ora verrà discusso in tribunale e una persona che probabilmente non c’entra niente dovrà risponderne al giudice. Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza dell’istruttoria dibattimentale, l’accusa è di diffamazione a mezzo Facebook. A fare maggiore chiarezza sarà però la perizia disposta che dovrà stabilire da quale apparecchio è partito l’utilizzo del social.
Claudio Coli