La sanità toscana torna sotto la lente d’ingrandimento della politica. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci punta il dito contro la gestione finanziaria del sistema sanitario regionale e contro la scelta dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese di assumere nuovi docenti universitari con risorse del Fondo sanitario regionale.
Secondo Tucci, la fase che attraversa la sanità in Regione Toscana è particolarmente delicata sul piano dei conti. Il consigliere ha ricordato che a dicembre la Regione ha dovuto erogare 40 milioni di euro alle ASL per coprire debiti fuori bilancio. Successivamente, l’11 febbraio, durante una seduta del Consiglio regionale, il presidente Eugenio Giani ha confermato l’esistenza di un ulteriore disavanzo pari a 110 milioni di euro.
“Siamo in un momento di conti molto ballerini – ha affermato Tucci –, il presidente Giani in Consiglio ha detto che c’è un ulteriore disavanzo di 110 milioni di euro invece che di 100 milioni. Il presidente Giani ha detto ‘ci penso io’. Siccome non credo che voglia togliersi il quinto dello stipendio per ripianare questo disavanzo immagino che il ‘ci penso io’ significhi che ci penseranno i cittadini toscani. E in questo quadro l’iniziativa dell’Aou senese di assumere 28 tra professori e ricercatori universitari a carico del Fondo Sanitario Regionale appare improvida e altamente inopportuna”.
L’operazione, secondo quanto spiegato, sarebbe giustificata dalla necessità di mantenere attive e riaprire alcune scuole di specializzazione: gastroenterologia e urologia come nuove attivazioni, oltre al recupero di neurochirurgia e cardiochirurgia. Un obiettivo che Tucci definisce condivisibile, ma che, a suo giudizio, non richiederebbe un numero così elevato di assunzioni. “Per raggiungere questo scopo – ha sottolineato – sarebbe bastato un quarto, o anche meno, dei posti previsti”.
Il nodo centrale, per il consigliere di Fratelli d’Italia, resta però la provenienza delle risorse. “Quando si spostano fondi dalla sanità ad altre voci non per motivi strettamente assistenziali – ha dichiarato – si crea un problema di priorità. I docenti universitari partecipano all’assistenza, ma la loro missione principale è la ricerca e la didattica”.
Tucci non esclude in assoluto l’operazione, ma chiede che venga finanziata con capitoli di spesa diversi dal Fondo sanitario regionale. “In Regione esiste un assessorato che si occupa di cultura e rapporti con l’università. I fondi – ha concluso – dovrebbero essere allocati lì, per garantire trasparenza di bilancio e chiarezza su come vengono spesi i soldi dei cittadini toscani”.
La polemica si inserisce in un contesto più ampio di tensione sulla sostenibilità economica del sistema sanitario regionale, tema che continua ad alimentare il confronto politico in Consiglio regionale e non solo.