Tutela minori, cardinale Lojudice in udienza dal Papa con don Fortunato Di Noto e “Meter”

La Delegazione di Meter (associazione italiana impegnata da 30 anni contro ogni forma di abuso, contro la pedofilia e la pedopornografia) ha incontrato questa mattina il Pontefice nella Sala Clementina in Vaticano.

Il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena – Colle di Val D’Elsa- Montalcino ha preso parte all’udienza concessa dal Santo Padre, Francesco, all’associazione “Meter onlus” fondata da Don Fortunato Di Noto. La Delegazione di Meter (associazione italiana impegnata da 30 anni contro ogni forma di abuso, contro la pedofilia e la pedopornografia) ha incontrato questa mattina il Pontefice nella Sala Clementina in Vaticano.

Oltre al cardinale Lojudice erano presenti, tra gli altri, don Fortunato Di Noto, sacerdote siciliano e fondatore dell’associazione, e Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto

La Delegazione era composta dai fondatori e dal Direttivo, dalle famiglie, dai bambini e dai volontari in rappresentanza della numerosa “famiglia” di Meter, che da 30 anni si è occupa della difesa e tutela dei bambini, contro ogni abuso con particolare attenzione nei confronti della pedofilia e pedopornografia.

Al termine dell’udienza tutto il gruppo è stato accompagnato dal card. Lojudice in visita all’ambulatorio Madre di Misericordia sotto il colonnato di San Pietro dove, grazie all’Elemosineria Apostolica e alle associazioni Medicina Solidale e Fonte D’Ismaele, è stato creato un punto di sostegno per i minori fragili.

“Con don Fortunato Di Noto – spiega Lojudice – ci legga un’antica amicizia e il comune impegno nella tutela e nel sostegno dei minori fragili. La sua attività è ormai un punto di riferimento per chi vuole combattere una vera e propria piaga sociale come la pedofilia e tutte le deviazioni connesse. Per questo motivo sono grato per l’invito a partecipare con l’associazione Meter all’incontro con Papa Francesco che ha sottolineato in maniera inequivocabile come nella Chiesa “attualmente è cresciuta la consapevolezza di dovere non solo cercare di arginare gli abusi gravissimi con misure disciplinari e processi civili e canonici, ma anche affrontare con decisione il fenomeno sia all’interno sia all’esterno della Chiesa. Essa si sente chiamata a combattere questo male che tocca il centro della sua missione: annunciare il Vangelo ai piccoli e proteggerli dai lupi voraci”.