La Uilm cambia pelle e rilancia la propria presenza sul territorio. Con la nascita della Uilm Toscana Sud Est, il sindacato dei metalmeccanici passa da una dimensione provinciale a una struttura interprovinciale, con l’obiettivo di rafforzare l’azione sindacale in un’area segnata da crisi industriali rilevanti.
Il nuovo assetto, sostenuto dalla struttura nazionale, unisce territori già consolidati come Piombino e Livorno con la realtà senese, dove la Uilm ha recentemente inaugurato una nuova sede. Alla guida c’è Lorenzo Fusco, che punta su crescita organizzativa e radicamento tra i lavoratori: “L’idea è allargare e portare competenze anche in un territorio che vive situazioni di crisi, per essere sempre più vicini ai lavoratori”.
Tra le prime iniziative, l’apertura di uno sportello a Siena due giorni a settimana, incontri informativi – come quello previsto ad Abbadia San Salvatore sul fondo Metasalute – e il rafforzamento della presenza nelle aziende. “Siamo entrati in realtà importanti come Pramac, dove oggi abbiamo rappresentanza sindacale – sottolinea Fusco –. L’obiettivo è far crescere l’organizzazione e coinvolgere anche nuove figure, soprattutto giovani”.
Il riassetto organizzativo non cambia però la linea sulle vertenze, a partire da quella più delicata: Beko. “L’impegno non solo resta, ma si rafforza”, è il messaggio ribadito durante la presentazione.
Accanto al nuovo corso, si apre anche una fase di riorganizzazione più ampia all’interno della Uil sul territorio. Massimo Martini, che lascia la guida della Uilm senese dopo anni in prima linea, resta infatti una figura centrale e destinata a un ruolo nel coordinamento locale, in un contesto di rinnovamento degli assetti territoriali.
Sulla vertenza Beko continuerà comunque a essere direttamente impegnato. “Mi sento come un gladiatore, perché ho combattuto a tutti i livelli affinché questa vertenza avesse il peso che merita”, afferma. Martini critica alcune scelte recenti: “Non si può giocare con il futuro delle persone. La vertenza sta diventando esclusivamente politica”.
Il prossimo passaggio sarà il tavolo al ministero: “Un momento decisivo. Il governo deve farsi carico della situazione”, sottolinea, rilanciando la necessità di una reindustrializzazione concreta. Una linea condivisa anche dal segretario Fusco, che invita a non escludere alcun interlocutore: “Serve un progetto industriale vero, capace di dare prospettive al territorio”.