UniSi, protesta contro i tagli ai servizi: quasi 1100 firme per la lettera al Rettore

Il comitato di studenti e ricercatori denuncia la riduzione degli orari e chiede un confronto: “Nessuna risposta dal Rettore e dai vertici dell’Ateneo”

Di Lorenzo Agnelli | 7 Aprile 2026 alle 17:30

UniSi, protesta contro i tagli ai servizi: quasi 1100 firme per la lettera al Rettore

Circa 1100 firme raccolte in poco più di due settimane e una richiesta di confronto rimasta senza risposta. È la mobilitazione del “Comitato per difendere UniSi”, nato da studenti, dottorandi e ricercatori dell’Università di Siena, che ha lanciato una lettera aperta contro quella che definisce una “politica di taglio e riduzione dei servizi”.

Al centro della protesta c’è la drastica riduzione degli orari di apertura e, soprattutto, dei servizi al pubblico delle biblioteche universitarie, diminuiti – secondo quanto denunciato – di quasi il 50%. Una decisione comunicata l’11 febbraio e resa operativa appena cinque giorni dopo, una tempistica che ha generato “sorpresa e preoccupazione” tra tutta la comunità accademica.

“Decisioni calate dall’alto e senza confronto”

“Contestiamo questa scelta sia nel metodo che nel merito – spiega Tommaso Lombardi, ricercatore assegnista in letteratura italiana – perché è stata imposta senza coinvolgere gli organi consultivi dell’Ateneo e perché ridurre i servizi significa rendere più difficile studiare e fare ricerca”.

Secondo Lombardi, il contesto è quello di una difficoltà economica più ampia che riguarda gli atenei medio-piccoli, aggravata dai recenti meccanismi di finanziamento nazionali esercitati dal Ministero. “Siena ha perso circa 9 milioni di euro di finanziamenti – sottolinea – ma non siamo convinti che questa sia la strada giusta per reagire”.

Biblioteche e servizi nel mirino

La riduzione degli orari di prestito bibliotecario è uno dei punti più contestati. “Gli studenti perdono spazi di studio e socialità, mentre chi lavora, soprattutto studenti-lavoratori, si trova impossibilitato ad accedere ai servizi – evidenzia Viola Rizzo dell’associazione studentesca Cravos –. Ma non solo, i dipendenti del front-office, spesso in appalto, vedono ridursi ulteriormente le ore e quindi gli stipendi, colpendo le fasce più deboli dell’Ateneo”.

Una mobilitazione trasversale

La raccolta firme ha superato quota mille adesioni, coinvolgendo tutte le componenti universitarie. “È un dato significativo – spiega Brian Bartolucci, dottorando in Antropologia del Mondo – perché comprende studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e anche utenti esterni, a dimostrazione dell’importanza civica della questione”.

Il comitato, nato da un gruppo ristretto di dottorandi e ricercatori, si è rapidamente ampliato. “Oggi dialoghiamo con tutte le componenti dell’Ateneo – racconta Andrea Ragazzo, dottorando di letteratura italiana – con l’obiettivo di rendere la protesta il più trasversale possibile”.

Nessuna risposta dai vertici

Nonostante i numeri e le richieste di incontro, dal Rettorato non è arrivata alcuna apertura. “Abbiamo chiesto un confronto sia al Rettore che alla Direttrice generale, ma ci è stato rifiutato – afferma Arianna Scarselli, studentessa di Lettere – dimostrando la volontà di non dialogare con la comunità che rappresentano”.

Le accuse: “Manca una visione”

Nella lettera aperta il comitato parla apertamente di una “preoccupante assenza di visione sul futuro dell’Ateneo”, denunciando anche contraddizioni nelle motivazioni fornite dall’amministrazione e una comunicazione ritenuta poco trasparente.

Nel mirino, in particolare, la scelta di ridurre servizi considerati fondamentali, come quelli bibliotecari, a fronte di risparmi giudicati marginali rispetto al bilancio complessivo.

“La riduzione dei servizi – si legge nella lettera – è il sintomo di una visione distorta che rischia di penalizzare studenti, ricerca e il ruolo stesso dell’università pubblica”.

Intanto la mobilitazione continua, con il comitato che ribadisce la richiesta di un confronto pubblico con la governance dell’Ateneo.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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