Il tema degli alloggi per gli studenti e dei servizi universitari, a partire dalla necessità di una seconda mensa, è stato uno dei punti centrali dell’intervista al rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra nella nuova puntata di Sette Giorni. Il rettore ha sottolineato come quello dell’abitare sia oggi uno dei nodi principali per una città universitaria come Siena
Negli ultimi anni alcune residenze universitarie sono state ristrutturate e rese nuovamente disponibili, ma secondo Di Pietra è necessario fare di più, soprattutto considerando la crescente presenza di studenti fuori sede e internazionali. “Qualcosa si è mosso, alcune residenze universitarie sono state ristrutturate e messe di nuovo a disposizione nella loro capienza – ha affermato – ma molte altre cose ancora non si sono mosse e mi auguro davvero che si arrivi presto a risultati concreti”.
L’obiettivo è arrivare alla creazione di una fascia intermedia di housing universitario, anche attraverso risorse del PNRR e il coinvolgimento di istituzioni e mondo imprenditoriale. “Ci sono risorse presso Cassa Depositi e Prestiti che possono consentire di realizzare spazi di accoglienza e di housing per i nostri studenti – ha aggiunto – e mi auguro davvero che alcune di queste opportunità possano concretizzarsi, perché è fondamentale per una città che ospita tanti studenti fuori sede e internazionali”.
Accanto agli alloggi, resta aperto anche il tema dei servizi per gli studenti. In particolare il rettore ha ribadito la necessità di realizzare una seconda mensa universitaria, dopo la chiusura della mensa Bandini.”Continuiamo a dirlo da tempo – ha affermato – perché una seconda mensa è indispensabile per garantire servizi adeguati alla comunità studentesca”.
Durante l’intervista si è parlato anche del futuro dell’ateneo e dei nuovi progetti di sviluppo. Tra le novità della settimana c’è l’inaugurazione dello spazio WOW – Wine, Olive Oil, Wheat, un percorso immersivo dedicato alle filiere dell’agroalimentare promosso dall’Università di Siena attraverso il Santa Chiara Lab.
“È uno spazio di cui siamo particolarmente fieri – ha spiegato il rettore Roberto Di Pietra – perché accresce il nostro sistema museale e punta molto sull’interazione e sulla divulgazione scientifica. È un luogo dove raccontare i temi della sostenibilità, della tracciabilità e della trasparenza delle filiere agroalimentari”.
Uno spazio pensato per unire divulgazione scientifica, innovazione e dialogo con imprese e territorio, che ha visto anche la presenza del direttore generale della FAO, Qu Dongyu, a conferma della dimensione internazionale dell’iniziativa. “La presenza del direttore generale della FAO e di altre importanti istituzioni è stata per noi un motivo di grande soddisfazione – ha sottolineato Di Pietra – perché rafforza il ruolo di Siena in una rete di collaborazioni internazionali sui temi dell’agroalimentare e della sostenibilità”.
Il rettore ha poi ricordato il ruolo strategico dei settori della ricerca e delle scienze della vita, con particolare attenzione alle biotecnologie, un ambito nel quale Siena rappresenta da anni un punto di riferimento. “È un settore importante perché è un vero crocevia di relazioni tra università, imprese e centri di ricerca”, ha spiegato. Proprio in questo contesto l’università conferirà nei prossimi giorni la laurea honoris causa al professor Dario Neri, “una eccellenza del nostro Paese, capace di coniugare ricerca scientifica, trasferimento tecnologico e attività imprenditoriale”.
Un altro tema affrontato è stato quello dell’internazionalizzazione. Oggi oltre il 10% degli studenti dell’Università di Siena arriva dall’estero, provenendo da oltre cinquanta Paesi. “È un risultato importante – ha evidenziato il rettore – perché significa avere una presenza significativa di studenti internazionali che arricchiscono il nostro contesto universitario con culture e esperienze diverse”.
Secondo Di Pietra, l’apertura internazionale rappresenta una delle chiavi per il futuro dell’ateneo: “Oggi un’università deve essere globale. Siena ha una lunga tradizione di accoglienza e di scambi culturali, e questa vocazione deve continuare a essere una delle sue grandi ricchezze”.
Infine uno sguardo alle future matricole. Gli open day organizzati dall’università hanno registrato oltre 3mila partecipanti, segno di un forte interesse verso l’offerta formativa senese. Proprio agli studenti che stanno scegliendo il proprio percorso universitario Di Pietra ha voluto rivolgere un messaggio chiaro: affrontare questa decisione con serenità.
“La scelta dell’università non deve essere vissuta come qualcosa di irreversibile – ha spiegato – ma come un percorso da costruire passo dopo passo, con curiosità e libertà”.