Università di Siena, al via studio su ansia e depressione tra gli studenti

L’Ateneo lancia la campagna per il 5x1000 presentando il progetto di ricerca finanziato con i fondi distribuiti quest’anno

Di Redazione | 20 Maggio 2024 alle 15:32

Al via all’Università di Siena uno studio sui sintomi di ansia e depressione tra studentesse e studenti universitari. Il progetto dal titolo “Studio longitudinale di screening precoce sui fattori di rischio e protettivi psicosociali per l’esordio di sintomi ansioso-depressivi negli studenti universitari”, è finanziato con i fondi, 58mila euro, della campagna 5×1000, che conferma l’ impegno a favore della ricerca e del sostegno a studentesse e studenti.

“Cerchiamo di intervenire intanto per capire il fenomeno – spiega il Rettore Roberto Di Pietra – e poi prenderci cura dei nostri studenti, delle nostre studentesse e di chiunque nella comunità universitaria possa avere questo tipo di bisogno. Riteniamo che sia una situazione che è emersa dal periodo pandemico, ma che si è intensificata negli ultimi anni”.

La ricerca, che riguarderà studentesse e studenti dell’Università di Siena che aderiranno su base volontaria, si svilupperà attraverso il supporto psicologico proposto ai partecipanti che presentano ansia a depressione clinicamente significativi. Gli studenti colpiti da tali sintomi sono il 30,6% ed il numero di coloro che chiedono un supporto presso l’Ateneo è in crescita, circa 350 lo scorso anno.

Lo studio mira a esplorare i fattori di rischio e protettivi psicosociali associati ai sintomi di ansia, depressione e stress negli studenti universitari dell’Ateneo senese, identificando tempestivamente i sintomi precoci sottosoglia di ansia e depressione e rilevando potenziali fattori protettivi. Gli obiettivi sono quelli di ridurre il rischio di esordi psicopatologici acuti e di orientare interventi terapeutici mirati, in grado di contenere l’evoluzione di tale sintomatologia prima che si consolidi e divenga cronica. In particolare, sarà studiato il ruolo di una serie di fattori di rischio sociodemografici quali il genere, la zona di residenza, l’anno di corso, il corso di laurea; e psicologici quali il perfezionismo clinico, le distorsioni cognitive, il rimuginio, l’autocritica eccessiva, lo studyholism o compulsione allo studio. Saranno al contempo indagati alcuni fattori protettivi, quali le abilità di regolazione emotiva, le abilità sociali, l’autostima, la rete sociale.



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