Un’alleanza tra mondo accademico e patrimonio ferroviario che guarda al futuro del turismo culturale. È partita con numeri importanti la prima edizione del Corso di Formazione in Cultura e Turismo Ferroviario (CETFER), promosso dall’Università di Siena – Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali – in collaborazione con la Fondazione FS Italiane.
Il percorso, iniziato a gennaio e in programma fino a maggio, ha registrato 183 iscritti, un risultato che testimonia l’interesse crescente verso la valorizzazione del patrimonio ferroviario e le opportunità legate al turismo della ferrovia.
Formazione specialistica tra storia, territorio e sostenibilità
Obiettivo del corso è fornire strumenti storici, culturali e operativi per comprendere e progettare iniziative legate al turismo ferroviario, al recupero del patrimonio materiale e immateriale e alla promozione dei territori attraverso la ferrovia come risorsa culturale.
A spiegarlo è il professor Stefano Maggi, direttore del CETFER: l’iniziativa punta a coniugare formazione accademica e competenze operative, grazie al coinvolgimento di docenti universitari ed esperti del settore. Il corso si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo senese sui temi della cultura, del turismo e della sostenibilità, sviluppato in sinergia con realtà nazionali di primo piano come la Fondazione FS.
Stage sul “Treno Natura” nel trentennale dell’iniziativa
Tra le attività più attese del percorso formativo figura uno stage sul Treno Natura, una delle esperienze di turismo ferroviario più significative a livello nazionale, che nel mese di maggio celebrerà il 30° anniversario.
Lo stage permetterà ai partecipanti di osservare da vicino l’organizzazione e la gestione di un progetto capace di coniugare patrimonio storico, paesaggio e promozione territoriale, offrendo un modello concreto di turismo sostenibile e integrato.
Visto il successo della prima edizione, l’Università di Siena ha già annunciato che il corso sarà riproposto nel prossimo anno accademico. Ulteriori informazioni sono disponibili attraverso i canali istituzionali dell’Ateneo e sul sito del Laboratorio per l’Educazione alla Mobilità Sostenibile (LEMOS).