Si è chiusa la settimana dell’Open Day 2026, il momento in cui sia l’Università degli Studi di Siena che l’Università per Stranieri di Siena aprono le proprie porte alle future matricole. Appuntamenti cruciali per raccontare l’offerta formativa e attrarre nuovi studenti, ma anche occasioni per riportare al centro un tema che accompagna da anni il dibattito sull’università senese: la qualità della vita studentesca.
Proprio durante gli Open Day UniSi, mentre migliaia di giovani visitavano aule e laboratori, il Rettore Roberto Di Pietra ha ribadito con forza le criticità strutturali che rischiano di pesare sulle scelte di chi vorrebbe studiare a Siena: alloggi, mense e collegamenti.
Il nodo principale resta quello delle residenze universitarie.
“Questo purtroppo è un refrain che non riguarda solo Siena – ha spiegato il Rettore -. Dobbiamo trovare modalità per realizzare ulteriori spazi. Gran parte del patrimonio del diritto allo studio è stato ristrutturato e messo a norma, ma ora servono nuovi studentati, soprattutto per quella fascia media che oggi fatica a trovare alloggi a prezzi sostenibili in città. È un problema che riguarda tutte le città universitarie, ma qui si sente in modo particolare”.
Accanto al tema della casa, c’è quello dei servizi essenziali, come le mense, che rappresentano un supporto concreto per chi vive lontano da casa e deve affrontare il costo della vita quotidiana. Per il Rettore, investire su questi aspetti significa rendere davvero attrattivo un ateneo, non solo sul piano accademico ma anche su quello sociale.
Altro capitolo critico è quello dei trasporti. E non manca una critica alle priorità poco centrate della politica.
“Nel caso di Siena è un tema ancora più dolente – ha sottolineato Di Pietra -. Abbiamo bisogno di un collegamento più diretto sia verso Firenze sia verso Roma. Auspico da tempo una soluzione che consenta di arrivare a Roma in tempi più rapidi, magari con treni ibridi che permettano di non cambiare a Chiusi. Sarebbe una soluzione intermedia, forse non impraticabile, che potrebbe essere messa all’ordine del giorno – e qui arriva la stoccata – prima ancora di ipotizzare grandi opere come la stazione dell’Alta Velocità Medio Etruria“.
Una proposta concreta, dunque, per ridurre l’isolamento infrastrutturale della città e facilitare la mobilità quotidiana di studenti e pendolari.
Dopo l’entusiasmo degli Open Day, che hanno portato a Siena migliaia di giovani interessati a iscriversi, l’analisi del Rettore riporta il discorso su un piano più ampio: non basta presentare corsi di qualità se poi mancano condizioni di vita adeguate.
Alloggi, mense e collegamenti diventano così la vera sfida dei prossimi anni per l’Università e per la città di Siena: elementi decisivi non solo per attrarre nuovi studenti, ma per garantire loro un’esperienza universitaria sostenibile e all’altezza delle aspettative.