Dall’intelligenza artificiale ai vaccini personalizzati contro il cancro. Dalla lotta ai batteri resistenti agli antibiotici alla preparazione alle future pandemie. Rino Rappuoli, Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena ha tracciato la rotta delle nuove frontiere della vaccinologia con il suo intervento alle Giornate del Dottorato nazionale sulle infezioni epidemico-pandemiche alla Certosa di Pontignano organizzate dall’Università di Siena con la Fondazione Biotecnopolo di Siena. Davanti a novantuno dottorandi provenienti da università di tutta Italia, Rappuoli ha illustrato come la ricerca sui vaccini stia vivendo una trasformazione profonda grazie alle tecnologie più avanzate. Oggi la progettazione di nuovi vaccini si basa sempre di più sulla biologia strutturale, sugli anticorpi monoclonali e su strumenti di intelligenza artificiale che permettono di studiare i patogeni con una precisione mai raggiunta in passato.
“La vaccinologia sta entrando in una nuova fase”, ha spiegato Rappuoli, “oggi possiamo progettare vaccini in modo razionale, comprendendo nel dettaglio come funzionano virus e batteri e come il sistema immunitario può neutralizzarli”. Le nuove piattaforme tecnologiche stanno aprendo scenari inediti anche in altri campi della medicina. Tra questi i vaccini terapeutici contro il cancro, come quelli a RNA messaggero che oggi vengono studiati per tumori come il melanoma e il carcinoma pancreatico. Accanto alle innovazioni scientifiche resta centrale una delle sfide più urgenti della sanità globale: la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici. Un fenomeno che la ricerca sta affrontando anche con nuovi approcci immunologici e con l’uso di anticorpi monoclonali capaci di neutralizzare patogeni particolarmente aggressivi. Nel suo intervento Rappuoli ha richiamato anche il ruolo dell’Europa nella preparazione alle emergenze sanitarie. La Fondazione Biotecnopolo di Siena coordina infatti il primo pilastro dell’European Vaccine Hub, una delle principali iniziative europee dedicate allo sviluppo rapido di vaccini e anticorpi monoclonali contro futuri patogeni pandemici.
“Le infezioni emergenti e la resistenza antimicrobica sono tra le grandi sfide del nostro tempo”, ha sottolineato Rappuoli. “Per affrontarle servono nuove competenze scientifiche e una nuova generazione di ricercatori”. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani scienziati che hanno scelto di dedicarsi alla ricerca biomedica. “Chi decide di lavorare nella ricerca”, ha detto Rappuoli, “sceglie di occuparsi dei problemi più importanti per l’umanità. Le pandemie, le infezioni emergenti, la resistenza agli antibiotici sono sfide globali che richiedono talento e capacità di collaborazione internazionale. Il percorso che questi giovani stanno affrontando li renderà sempre più competitivi nelle diverse aree del settore biotech, un comparto destinato ad avere un ruolo centrale nell’economia del futuro e che rappresenta per l’Italia un ambito strategico su cui continuare ad investire”. Le Giornate del Dottorato nazionale proseguiranno fino al 13 marzo con presentazioni scientifiche e incontri tra