Febbre che arriva all’improvviso, tosse insistente, dolori ovunque e quella stanchezza che spegne anche la voglia di festeggiare. Per molti italiani il Natale 2025 rischia di non profumare di panettone, ma di tisane e antipiretici. La stagione influenzale in corso, infatti, si sta rivelando più intensa del previsto e proprio durante le festività potrebbe raggiungere uno dei momenti di massima diffusione.
Secondo le stime degli esperti, circa un milione di persone potrebbe ammalarsi nei giorni tra Natale e fine anno. Non si tratta di una nuova malattia, né di un virus più pericoloso, ma di un’influenza che circola di più e colpisce più facilmente.
A favorire l’aumento dei contagi è una variante del virus influenzale A, identificata come A/H3N2 J.2.4.1, nota come “variante K”. I sintomi restano quelli classici dell’influenza stagionale. Febbre alta, tosse, mal di gola, dolori muscolari, spossatezza marcata e, in alcuni casi, disturbi gastrointestinali.
La particolarità di questa variante non sta nella gravità, ma nella sua capacità di aggirare in parte le difese immunitarie. Alcune mutazioni permettono al virus di essere riconosciuto meno facilmente dagli anticorpi, aumentando così la probabilità di contagio, anche tra chi ha già avuto l’influenza in passato. I numeri raccontano una tendenza chiara. Nell’ultima settimana monitorata, in Italia si sono registrate centinaia di migliaia di infezioni respiratorie acute e la curva è ancora in salita. Le festività, con pranzi in famiglia e incontri ravvicinati, creano il contesto ideale per la diffusione del virus.
Riconoscere l’influenza non è complicato: esordio improvviso, febbre sopra i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio e una sensazione generale di malessere che costringe a fermarsi. In questi casi la parola chiave resta una sola: riposo. Insieme a farmaci antifebbrili e antinfiammatori, è l’arma più efficace per superare l’infezione.
Non sarà un Natale diverso per tutti, ma per molti sì. E se quest’anno sotto l’albero qualcuno troverà un termometro invece di un regalo, il consiglio resta lo stesso: prendersi cura di sé, rallentare e, se possibile, evitare di trasformare l’influenza in un regalo da condividere.