Venerdì di Siena, sala delle Lupe sempre sold out: “India e noi” conquista il pubblico

Con Antonella Filippone e Daniele Zacchini un viaggio tra contraddizioni, bellezza e stereotipi da superare. Presente il sindaco Nicoletta Fabio

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 15 Febbraio 2026 alle 13:00

Venerdì di Siena, sala delle Lupe sempre sold out: “India e noi” conquista il pubblico

Il venerdì sera, a Siena, è diventato sinonimo di Sala delle Lupe piena: sedie occupate in fretta, ultimi arrivi in piedi e un pubblico che, puntuale, riempie ogni spazio fino all’ultimo posto. La rassegna voluta dal sindaco Nicoletta Fabio, con la direzione artistica di Francesco Ricci e l’organizzazione di Toscanalibri.it sta vivendo una terza edizione senza flessioni: pubblico numeroso, ascolto attento, partecipazione trasversale. Non una semplice serie di incontri, ma un appuntamento che la città ha incorporato nel proprio calendario come si fa con le cose che funzionano davvero. E se l’indirizzo resta sempre lo stesso, ovvero Palazzo Pubblico, la destinazione cambia ogni volta: nell’ultima serata di due giorni fa, per esempio, il viaggio – almeno con lo sguardo – ha puntato dritto verso l’India, con le sue strade, i suoi contrasti, e quella capacità unica di rimettere in discussione, anche da lontano, le nostre certezze occidentali: “L’India e noi: la strada e la vita”. Come abitiamo oggi gli spazi? Da quali stimoli ci lasciamo guidare? Cosa ci affascina e cosa ci turba? Il confronto con questa terra lontana – la sua bellezza immensa, la storia millenaria, le contraddizioni profonde – ha offerto un cambio di prospettiva capace di rimettere in discussione desideri e convinzioni occidentali, aprendo a una lettura più complessa del “nostro” modo di stare al mondo.

 

 

A guidare la serata sono stati Antonella Filippone, studiosa di filosofie orientali, e il maestro pittore Daniele Zacchini. Un dialogo serrato, sostenuto da una platea numerosa e partecipe, rimasta concentrata per tutta la durata dell’incontro. Filippone ha ricostruito la traiettoria dell’India contemporanea mettendola in relazione con il passato, anche coloniale, e con le aspirazioni di oggi: una Nazione che cresce, si ridefinisce, convive con fratture e slanci, e continua a produrre un impatto culturale e geopolitico destinato ad aumentare.

Zacchini, invece, ha portato l’esperienza dell’artista: il legame personale e creativo con l’India, ma anche la necessità di disinnescare lo sguardo automatico dell’Occidente, spesso schiacciato sugli stereotipi. Un ponte culturale che Filippone e Zacchini hanno già attraversato insieme: lo scorso anno sono stati protagonisti in India di una mostra con eco internazionale, un’occasione letta come intreccio di relazioni, confronto e apertura, più che come semplice evento.

In sala erano presenti il sindaco Nicoletta Fabio, il dirigente comunale della Cultura Roberto Barbetti e altri rappresentanti dell’amministrazione.

 

 

“È stata una grande soddisfazione vedere che moltissime persone erano interessate a conoscere e ad approfondire un mondo apparentemente lontano, ma così ricco e variegato” ha spiegato Filippone. La studiosa ha evidenziato: “Questa grande passione che ci unisce verso questo universo straordinario si sta trasformando lentamente in una conoscenza sempre più profonda dell’India, del suo sistema, delle sue contraddizioni e delle sue bellezze. Speriamo che tutto ciò che stiamo facendo possa avere ulteriori sviluppi, con un futuro ancora più brillante e ancora più presente nella città. Mi auguro anche che, da qui in avanti, si parli dell’India non soltanto attraverso gli stereotipi a cui siamo abituati. Nella nostra presentazione – ha proseguito – abbiamo cercato proprio di superare i vecchi luoghi comuni sull’idea e sull’immagine dell’India, per parlarne invece come di un grandissimo Paese in evoluzione, in profondo sviluppo economico, sociale, culturale e politico, destinato a far parlare molto di sé nei prossimi anni. E vorrei che se ne parlasse anche con uno sguardo oggettivo, non mistico o eccessivamente ‘spirituale’, né troppo legato a concetti che, ormai, nel 2026, non ci appartengono più”, ha detto Filippone.

“Ho raccontato la mia esperienza legata alla mostra in India e di come sia nata – ha aggiunto l’artista Daniele Zacchini – grazie al supporto e all’aiuto dell’architetto senese Andrea Milani e del magnate Jay Gorsia, che ci hanno permesso di vivere questa esperienza. In un certo senso, abbiamo conosciuto un’India ‘privilegiata’. Ho spiegato anche come, attraverso le mie opere, sia riuscito a trasmettere qualcosa a un pubblico abituato soprattutto al figurativo: pur lavorando su un’arte astratta, sono riuscito a far percepire la “figura” anche dove, apparentemente, non esiste. Ringrazio Lorenzo Bianciardi, che ci ha fornito due video molto belli”, ha concluso Zacchini.

Prossimo appuntamento venerdì 20 febbraio alle ore 17.30 sul tema “Le città (visibili). Architettura, arte e spazio”. Partecipano Carlo Blasi (architetto, docente Università di Bari), Stefano Maggi (storico, docente Università di Siena). Modera Roberto Barbetti (dirigente della Direzione cultura, turismo e sport del Comune di Siena)

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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